Come in mongolfiera
La Turchia è stata una parentesti lunghissima, nonostante gli otto giorni in compagnia di Wizzy e Alberto siano passati veloci. Passeggiare tra le rovine di Efeso, nella caotica Istanbul o starmene seduto a vedere l'alba dalla cima di un Camino delle Fate in Cappadocia mi ha messo di fronte a scenari e riflessioni che neanche immaginavo. Avrei voluto essere come quelle mongolifere che pian piano si alzavano da terra e sorvolavano i paesaggi lunari della Cappadocia, sfiorando montagne e pendii senza mai toccarli. Poi d'un tratto si tiravano su, e le persone là sotto diventavano delle piccole formiche. Intanto il sole cominciava a illuminare la scena, una delle più belle mai viste. Io tenevo in mano il mio quaderno e ascoltavo l'ultimo disco di Jovanotti.
Ieri mi sono soffermato su un piccolo libricino di citazioni e aforismi che ho a casa, quando mi sono imbatutto in frasi che descrivono perfettamente quello che ora vorrei urlare ai quattro venti, sperando che il messaggio possa arrivare al mio destinatario.
Oggi, come ogni giorno, mi ritrovo a riempire pagine su pagine coi miei pensieri. Così come faccio su questo blog, che ormai è diventato uno stralcio della mia vita. Ciò che scrivo su quei quaderni, agende, pezzi di carta e fogli volanti non sono altro che le mie gioie, dove mi sento padrone del mondo, un uomo che non deve più girare la testa indietro e che deve proseguire dritto per la sua strada. Ma quelle stesse pagine sono cariche anche dei miei attimi di sconforto, quando mi verrebbe voglia di buttare tutto all'aria e inseguire ciò che amo senza riserve, lasciando da parte quella scorza che a fatica mi porto sempre addosso insieme a questo insensato egoismo. Continuo a scrivere, continuerò a farlo, finchè una delle due metà prevarrà sull'altra.
Domani notte parto per Israele, per un viaggio desiderato da tanto tempo ma che ora manca di qualcosa. Così come prima di partire per la Turchia, l'umore è tutt'altro che alle stesse. E pensare che avrò con me i miei amici, quelli che mi hanno visto crescere, coloro che mi hanno accompagnato nei momenti più felici. E poi al mio ritorno si prospettano tante novità nella mia vita... Ma ora manca qualcosa, c'è un vuoto. E in questo buco io continuo a inciampare, come se continuassi per destino a ripercorrere sempre la stessa strada.
La musica sembra sapere sempre tutto. In questi giorni ho parecchio tempo per ascoltare dischi su dischi, mentre corro o quando sono rilassato nel letto. Ora capisco il perchè di questo mio legame profondo con la musica, fin da piccolo. Riesce a fare vibrare delle corde che nient'altro e nessun altro riescono a toccare, e lo fa con le migliori parole possibili. Vorrei cantare quelle parole, come ho fatto parecchi anni fa, per poter trovare risposta alle mie mille domande.
Ieri mi sono soffermato su un piccolo libricino di citazioni e aforismi che ho a casa, quando mi sono imbatutto in frasi che descrivono perfettamente quello che ora vorrei urlare ai quattro venti, sperando che il messaggio possa arrivare al mio destinatario.
Oggi, come ogni giorno, mi ritrovo a riempire pagine su pagine coi miei pensieri. Così come faccio su questo blog, che ormai è diventato uno stralcio della mia vita. Ciò che scrivo su quei quaderni, agende, pezzi di carta e fogli volanti non sono altro che le mie gioie, dove mi sento padrone del mondo, un uomo che non deve più girare la testa indietro e che deve proseguire dritto per la sua strada. Ma quelle stesse pagine sono cariche anche dei miei attimi di sconforto, quando mi verrebbe voglia di buttare tutto all'aria e inseguire ciò che amo senza riserve, lasciando da parte quella scorza che a fatica mi porto sempre addosso insieme a questo insensato egoismo. Continuo a scrivere, continuerò a farlo, finchè una delle due metà prevarrà sull'altra.
Domani notte parto per Israele, per un viaggio desiderato da tanto tempo ma che ora manca di qualcosa. Così come prima di partire per la Turchia, l'umore è tutt'altro che alle stesse. E pensare che avrò con me i miei amici, quelli che mi hanno visto crescere, coloro che mi hanno accompagnato nei momenti più felici. E poi al mio ritorno si prospettano tante novità nella mia vita... Ma ora manca qualcosa, c'è un vuoto. E in questo buco io continuo a inciampare, come se continuassi per destino a ripercorrere sempre la stessa strada.
La musica sembra sapere sempre tutto. In questi giorni ho parecchio tempo per ascoltare dischi su dischi, mentre corro o quando sono rilassato nel letto. Ora capisco il perchè di questo mio legame profondo con la musica, fin da piccolo. Riesce a fare vibrare delle corde che nient'altro e nessun altro riescono a toccare, e lo fa con le migliori parole possibili. Vorrei cantare quelle parole, come ho fatto parecchi anni fa, per poter trovare risposta alle mie mille domande.

3 Comments:
paolino. si legge tristezza fra le tue parole. cerca di alzare la testa e dritto guarda in faccia cio che ti aspetta ora. perchè il vuoto in cui inciampi passerà come tutto e verrà il momento in cui sarai sereno. tu. tu sarai sereno. tu. riflettici.
anche il tuo rapporto con la musica mi emoziona perchè credo di provare qualcosa di simile come molte altre persone nel mondo. il jova dice che la musica non fa la rivoluzione ma ne è la colonna sonora ed è bello quando viene la pelle d'oca e non sta facendo chissà che ma "solo" ascoltando una canzone. magari correndo. queste cose rendono felice non chissà cosa. come aiutare le persone che hanno bisogno. quindi, chiudo sto commento che altrimenti si trasforma in un post, io sento che devo cambiare qualcosa, sento la necessità di cercare di fare qualcosa di buono.
pace
buon viaggio, un
abbraccio :)
la d70 non molla mai!
gracias muchacho..
besos
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