Madagascar
Bellissima serata, davvero tranquilla ma non per questo meno divertente. Con Sandy siamo andati a vedere Madagascar, il nuovo film d'animazione della Dreamworks. Già da trailers, visti qualche mese fa, il fim mi aveva affascianato, vuoi per le splendide animazioni vuoi per la storia e i personaggi.
In sostanza, i quattro protagonisti - un leone, una zebra, un ippopotamo e una giraffa - abituati a vivere come pascià allo Zoo di Central Park a NY, per una serie di circostanze quanto mai imprevedibili ma riconducibili alla ricerca della Natura si ritrovano naufraghi su una imprecisata spiaggia del Madagascar. Piano piano scopriranno di essere Animali, votati alla vita selvaggia, ma pur sempre inseparabili amici. Che nessun indole animalesca sarà mai in grado di mettere in discussione.
L'unica pecca della pellicola, a mio avviso, è proprio la ricerca fin troppo esagerata di regalare ai bimbi in sala l'ormai celebre happy-ending hollywoodiano. Diamine, capisco che i bambini non abbiano tutta questa autonomia, ma penso che siano in grado di reggere per più della durata del film, ovvero un'ora e un quarto. Forse una ventina di minuti in più avrebbero evitato quell'effetto deus ex machina, cioè l'istantaneo rovesciamento dei ruoli e il rinsavimento dell'amico temporaneamente votato al male. Mi ricordo, senza andare troppo in là con gli anni, della madre di Bambi che moriva appena la pellicola iniziava a girare sul proiettore, oppure della povera Biancaneve che rischiava di rimanerci secca per una cavolo di mela. Per non parlare della mamma di Dumbo che muore... Mi viene da piangere ancora adesso.
Invece mi ritrovo seduto davanti ad un cartone che sì sorprende per i disegni e per le gag esilaranti e ridicole, rese ancora di più incisive dalla presenza degli animali, ma non ritrovo più il classico intreccio fiabesco, storicamente caratterizzato da un intrigo, uno svolgimento e un finale, pur felice che sia.
Insomma, sono sempre più convinto che anche e sopratutto dai cartoni animati ci sia da imparare qualcosa, sopratutto quando si è così piccoli da dover ancora capire l'importanza dei valori sani della vita. Forse ai bambini non serve così tanto vedere personaggi antropomorfi che da una scena all'altra si ricordano di non essere così bestie da sbranare il loro migliore amico, piuttosto dovrebbero capire a loro spese che per volare non serve la piuma magica, che non esistono panacee che aiutino a dividere il bene dal male. E' solo rischiando che lo si può imparare, ma questi bambini avranno il tempo per farlo?
Invece mi ritrovo seduto davanti ad un cartone che sì sorprende per i disegni e per le gag esilaranti e ridicole, rese ancora di più incisive dalla presenza degli animali, ma non ritrovo più il classico intreccio fiabesco, storicamente caratterizzato da un intrigo, uno svolgimento e un finale, pur felice che sia.
Insomma, sono sempre più convinto che anche e sopratutto dai cartoni animati ci sia da imparare qualcosa, sopratutto quando si è così piccoli da dover ancora capire l'importanza dei valori sani della vita. Forse ai bambini non serve così tanto vedere personaggi antropomorfi che da una scena all'altra si ricordano di non essere così bestie da sbranare il loro migliore amico, piuttosto dovrebbero capire a loro spese che per volare non serve la piuma magica, che non esistono panacee che aiutino a dividere il bene dal male. E' solo rischiando che lo si può imparare, ma questi bambini avranno il tempo per farlo?


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