To go for a run
I went for a run, come mi ha insegnato Maureen. La mezz’ora di allenamento è stata davvero rinfrancante; correre con questi prati così rigogliosi e con la pace che regna in tutto il quartiere mi ha fatto venir voglia di starmene in giro un’ora. Peccato che i miei poveri polmoni allo scadere della santa mezz’ora hanno deciso di chiedere pietà. Ovviamente, come temevo, in preda alla trance agonistica ho perso l’orientamento e ci ho messo un buon quarto d'ora per ritrovare la strada per casa.
La doccia mi ha fatto riprendere sufficientemente, tanto da farmi venire uno sbrano cosmico. Ed ecco che mi viene incontro la seconda sorpresa: gli irlandesi non sono soliti fare il pranzo come tutte le persone civili. "Ok", mi dico, "fai finta di niente e cerca di intuire cosa cavolo pensano di mangiare questi qua"! Per osservare meglio mi posiziono strategicamente nel salottino, unendo l'utile ad dilettevole e guardando un po' della partita. Paddy mi passa vicino e mi annuncia che all'una e venti c'è la replica della corsa di MotoGP su BBC2. Bene, così possiamo ederci questa strepitosa vittoria Ducati.
I miei timori vengono smorzati dalla accortezza materna di Maureen, che dopo avermi visto per la decima volta sporgermi in cucina alla ricerca di qualcosa da mangiare, mi propone un buon sandwich, offerta che io accetto in un batter d'occhio. E' così gentile da farmene due, uno con il prosciutto e l'altro con il formaggio. Entra,be ovviamente farciti con tanto tanto burro come piace a grandi e piccini, qui.
Mi viene permesso di sedermi su quello che dal primo momento in cui sono entrato in casa ho individuato come il trono della famiglia: un'antica sedia a dondolo posizionata in modo strategico per la visone della tv. Goduria pazzesca: panino, sprite, sedia a dondolo e MotoGP. Sono in paradiso.
Vince Capirossi, Biaggi secondo e terzo l'ottimo Tamada, vincitore della passata edizione del gran premio di Motegi.
Ok, è tempo di sentire wizzy. Ci incontriamo al solito angolo, tra Grafton Street e St. Stephen Green, e ci muoviamo per una gita a caccia di monumenti. Le tappe principali sono St. Patrick's Cathedral e la zona di Temple Bar. Proprio nel locale che dà il nome alla zona ci fermiamo per fare due chiacchere e riposare le stanche membra, in attesa della cena, in compagnia di due Guinness, che in men che non si dica diventano quattro... La compagnia di Fabio è molto gradevole, e l'ora e mezza passata nel pub trascorre in un batter d'occhio, interrotta solo dalle soste al bagno. Temple Bar è un pub molto caratteristico, in cui ovunque aleggia un odore acre di birra e la gente ha sempre il bicchiere in mano. La musica è forse la componente più folkloristica, visto che ci sono sempre band che suonano dal vivo le melodie tipiche del paese.
Usciti da Temple Bar sono già le otto e ci muoviamo per trovare un posto in cui mangiare, visto che la cena viene servita soltanto fino ad ore in cui da noi non iniziano nemmeno i primi telegiornali.
Ci fermiamo nella Chatham Braserie, dove scelgo delle alette di pollo piccanti decisamente deliziose e un trancio di salmone ala piastra con una salsa bianca ignota, adagiata su una purè fatta con chissà cosa. So solo che era verde, e già dice molto.
Dopo a cena giriamo un pochino, ma senza troppa fortuna. All'opposto di ieri sera, Dublino sembra deserta, e non riusciamo a capire il motivo di questa desolazione. Entriamo nell'unico locale che ci sembra popolato, e ci godiamo un piacevole concerto di alcune band emergenti irlandesi che suonano del pop che sa di Coldplay e di Keane, per intenderci. Ovviamente in compagnia di una pinta di scura.
La serata è finita presto questa volta, a mezzanotte sono a casa. Sveglio Paddy che già dormiva e mi riprometto di rammentargli di darmi le chiavi.
Buona notte.
P.S.= Ah, dimenticavo: oggi è stata la prima uscita ufficiale della D70 in Irlanda, quindi appena riesco posto qualche foto di assaggio. L'unico neo è che finchè non tornerò in Italia le foto non saranno assolutamente ritoccate. Chiederei troppo al mio fido portatile. Beh, ci sarà da chiudere un occhio e accontentarsi
La doccia mi ha fatto riprendere sufficientemente, tanto da farmi venire uno sbrano cosmico. Ed ecco che mi viene incontro la seconda sorpresa: gli irlandesi non sono soliti fare il pranzo come tutte le persone civili. "Ok", mi dico, "fai finta di niente e cerca di intuire cosa cavolo pensano di mangiare questi qua"! Per osservare meglio mi posiziono strategicamente nel salottino, unendo l'utile ad dilettevole e guardando un po' della partita. Paddy mi passa vicino e mi annuncia che all'una e venti c'è la replica della corsa di MotoGP su BBC2. Bene, così possiamo ederci questa strepitosa vittoria Ducati.
I miei timori vengono smorzati dalla accortezza materna di Maureen, che dopo avermi visto per la decima volta sporgermi in cucina alla ricerca di qualcosa da mangiare, mi propone un buon sandwich, offerta che io accetto in un batter d'occhio. E' così gentile da farmene due, uno con il prosciutto e l'altro con il formaggio. Entra,be ovviamente farciti con tanto tanto burro come piace a grandi e piccini, qui.
Mi viene permesso di sedermi su quello che dal primo momento in cui sono entrato in casa ho individuato come il trono della famiglia: un'antica sedia a dondolo posizionata in modo strategico per la visone della tv. Goduria pazzesca: panino, sprite, sedia a dondolo e MotoGP. Sono in paradiso.
Vince Capirossi, Biaggi secondo e terzo l'ottimo Tamada, vincitore della passata edizione del gran premio di Motegi.
Ok, è tempo di sentire wizzy. Ci incontriamo al solito angolo, tra Grafton Street e St. Stephen Green, e ci muoviamo per una gita a caccia di monumenti. Le tappe principali sono St. Patrick's Cathedral e la zona di Temple Bar. Proprio nel locale che dà il nome alla zona ci fermiamo per fare due chiacchere e riposare le stanche membra, in attesa della cena, in compagnia di due Guinness, che in men che non si dica diventano quattro... La compagnia di Fabio è molto gradevole, e l'ora e mezza passata nel pub trascorre in un batter d'occhio, interrotta solo dalle soste al bagno. Temple Bar è un pub molto caratteristico, in cui ovunque aleggia un odore acre di birra e la gente ha sempre il bicchiere in mano. La musica è forse la componente più folkloristica, visto che ci sono sempre band che suonano dal vivo le melodie tipiche del paese.
Usciti da Temple Bar sono già le otto e ci muoviamo per trovare un posto in cui mangiare, visto che la cena viene servita soltanto fino ad ore in cui da noi non iniziano nemmeno i primi telegiornali.
Ci fermiamo nella Chatham Braserie, dove scelgo delle alette di pollo piccanti decisamente deliziose e un trancio di salmone ala piastra con una salsa bianca ignota, adagiata su una purè fatta con chissà cosa. So solo che era verde, e già dice molto.
Dopo a cena giriamo un pochino, ma senza troppa fortuna. All'opposto di ieri sera, Dublino sembra deserta, e non riusciamo a capire il motivo di questa desolazione. Entriamo nell'unico locale che ci sembra popolato, e ci godiamo un piacevole concerto di alcune band emergenti irlandesi che suonano del pop che sa di Coldplay e di Keane, per intenderci. Ovviamente in compagnia di una pinta di scura.
La serata è finita presto questa volta, a mezzanotte sono a casa. Sveglio Paddy che già dormiva e mi riprometto di rammentargli di darmi le chiavi.
Buona notte.
P.S.= Ah, dimenticavo: oggi è stata la prima uscita ufficiale della D70 in Irlanda, quindi appena riesco posto qualche foto di assaggio. L'unico neo è che finchè non tornerò in Italia le foto non saranno assolutamente ritoccate. Chiederei troppo al mio fido portatile. Beh, ci sarà da chiudere un occhio e accontentarsi

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