Thursday, March 30, 2006

I woodoo mi fa il solletico (1° parte)

Mi sembra di mangiare quel pollo dei cinesi che se provi a descriverne gli ingredienti ti viene il mal di testa. Beh, se mi dovessero chiedere come è andata la giornata mi verrebbe il mal di testa. Soddisfatto? Deluso? Mezzo e mezzo? mah... Non risponde. Quel fesso di Paolo non risponde.
Le questioni erano due, la tesi e il lavoro.
Il ricevimento con la docente era come sempre alle undici e mezza. Da volpe del deserto io me ne arrivo sempre con calma, così da non beccarmi la coda. Alla mezza giro l'angolo che porta ad uno dei lunghissimi corridoi di Palazzo Nuovo - si, in effetti un po' mi sento Culicchia - e non scorgo nessuno in coda davanti alla porta. Ci siamo, anche oggi la docente non è venuta e sono venuto su a Torino per niente. Per fortuna Murphy e la sua inclemente legge se la dormono, e la prof è nel suo studio. Parliamo, si complimenta per il lavoro di raccolta di materiale che ho fatto. Sono un maniaco dell'informatica amica, excel me lo porto anche al bagno... Alla tabella sinottica con le date dei giornali messe una vicino all'altra e gli articoli l'uno vicino all'altro, cede. La vedo, è il momento di attaccare. "Scusi - le dico con fermezza - ma parlando schiettamente lei pensa che mi potrò laureare per luglio?" Lo dico tutto d'un fiato. Perchè è la domanda decisiva, e per copione va detta tutta in una volta sola. Ehi, ne ve delle mie vacanze estive. 
La risposta mi ricorda quando da adolescente la ragazza di cui sei cotto, con cui hai limonato duro per mesi, ti devasta: "Sai, FORSE ti considero un amico e basta. Però non so, ho bisogno di tempo per pensarci". A parte le varie risposte tipo "Cara mia, forse non ti sei accorta che fino a un minuto fa avevi la mia lingua in bocca e non sei ancora mamma perchè non ne hai le facoltà" e latre cagate da tabbozzo di quartiere, ci rimani di cacca e sei atterrito. Non perchè sei rimasto senza speranze, ma perchè sei nel limbo, devi solo aspettare e non sai davvero contro che muro sbattere la testa.
Con la docente uguale, nè carne nè pesce (come dice il buon Elio): "Guardi - mi ha risposto in modo opposto al mio, calma e placida - io non le dico di no, ma certo per settembre ce la farà. Dipende da lei e da quanto lavora". Grazie, poi passo appena mi rialzo sbatto la testa contro il muro un centinaio di volte.

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