Cascano le bombe
A farmi arrancare sulla impervia via della sanità mentale ci si è messa anche la tesi. Sì, perchè se prima ne parlavo soltanto e non potevo fare altro che lamentarmi del fatto di non riusire anche a scriverne una riga, nelle ultime due settimane ho provato l'antico metodo di fare le cose anzichè parlarne. Con l'esito, almeno, di vedere le pagine degli appunti crescere di giorno in giorni, mentre i pezzi di giornata che mi ritaglio ogni volta che ho un attimo di pace assomigliano sempre di più a momenti studio veri e propri.
Le cose mi passano accanto come delle folate di vento, come quando sei sul ciglio della strada e un autobus ti sfreccia a fianco a forte velocità. Ti spiazza, e magari ti fa anche incazzare, se quell'autobus era il tuo... Di cose ne succedono ogni giorno. E sono cose di cui vorrei sempre parlare, ma sopratutto di cui vorrei avere il tempo di parlare. Il mio lavoro assomiglia sempre più a quello del giornalista; in redazione mi disimpegno dalle le faccende tecniche, seppur con un leggero rammarico, ma mi sollazzo nel vedere che come ogni giornalista di cui ho letto sui libri o sui giornali, anche io annoto ogni giorno un nuovo numero di telefono, un "contatto" con il mondo dell'informazione. Qualcuno, in sostanza, da cui ricavare la materia prima del mio lavoro: le notizie. Perchè, come ogni buon manuale di giornalismo insegna, la notizia non esiste. La notizia si crea. Per me forse assommiglia più a un gioco che a un lavoro. Anche perchè di soldi non se ne vedono. Ma non per questo mi lamento, nè per i ritmi e l'ammontare delle ora che sto in quella redazione. Mi piace, e me la godo. Sono una delle poche persone che ha l'occasione di fare ciò che ha sempre sognato, e mi ci tuffo a capofitto. Anzi a bomba, così faccio pure gli schizzi.
Mentre mi ascolto l'ultimo disco di Ivan Segreto - a proposito, compratelo perchè ne vale davvero la pena - saluto i passanti e mi rimetto a studiare. Se dovessero chiedere di me, sono quello seduto in fondo all'aula, con la testa china su quel librone nero.
Ah, ancora una cosa: la macchina fotografica rimane sempre più spesso a casa, purtroppo. Ma non sempre, non quando le cose mi attraggono e mi stuzzicano. Come la nevicata della scorsa settimana. Come Marcovaldo, anche io ne sono rimasto affascinato. Il velo che si è steso sulla città ha fatto sembrare tutto uguale, tutto indistintamente aggraziato e affascinante. A volte, come ho scritto altre volte, basta alzare lo sguardo, aspettare un po' di neve e - click - tutto cambia colore e forma.
Ivan Segreto - Deserto d'Africa (Fidate Correnti)
Le cose mi passano accanto come delle folate di vento, come quando sei sul ciglio della strada e un autobus ti sfreccia a fianco a forte velocità. Ti spiazza, e magari ti fa anche incazzare, se quell'autobus era il tuo... Di cose ne succedono ogni giorno. E sono cose di cui vorrei sempre parlare, ma sopratutto di cui vorrei avere il tempo di parlare. Il mio lavoro assomiglia sempre più a quello del giornalista; in redazione mi disimpegno dalle le faccende tecniche, seppur con un leggero rammarico, ma mi sollazzo nel vedere che come ogni giornalista di cui ho letto sui libri o sui giornali, anche io annoto ogni giorno un nuovo numero di telefono, un "contatto" con il mondo dell'informazione. Qualcuno, in sostanza, da cui ricavare la materia prima del mio lavoro: le notizie. Perchè, come ogni buon manuale di giornalismo insegna, la notizia non esiste. La notizia si crea. Per me forse assommiglia più a un gioco che a un lavoro. Anche perchè di soldi non se ne vedono. Ma non per questo mi lamento, nè per i ritmi e l'ammontare delle ora che sto in quella redazione. Mi piace, e me la godo. Sono una delle poche persone che ha l'occasione di fare ciò che ha sempre sognato, e mi ci tuffo a capofitto. Anzi a bomba, così faccio pure gli schizzi.
Mentre mi ascolto l'ultimo disco di Ivan Segreto - a proposito, compratelo perchè ne vale davvero la pena - saluto i passanti e mi rimetto a studiare. Se dovessero chiedere di me, sono quello seduto in fondo all'aula, con la testa china su quel librone nero.
Ah, ancora una cosa: la macchina fotografica rimane sempre più spesso a casa, purtroppo. Ma non sempre, non quando le cose mi attraggono e mi stuzzicano. Come la nevicata della scorsa settimana. Come Marcovaldo, anche io ne sono rimasto affascinato. Il velo che si è steso sulla città ha fatto sembrare tutto uguale, tutto indistintamente aggraziato e affascinante. A volte, come ho scritto altre volte, basta alzare lo sguardo, aspettare un po' di neve e - click - tutto cambia colore e forma.Ivan Segreto - Deserto d'Africa (Fidate Correnti)

1 Comments:
Ciao! Sono capitata per caso su questo blog e ho letto questo post dove parli del CD di Ivan Segreto. Se ti interessa avere delle informazioni su concerti e altro visita il suo Fans Club ufficiale: www.ivansegretofansclub.splinder.com
A presto
Manu
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