Monday, January 16, 2006

Alto è bello

Tra piccole creature chiuse in sacchetti di plastica e gettate nel cassonetto e vecchie imbalsamate dai figli e ritrovate chiuse in un armadio sigillato da tre anni, ci sono anche i socialisti e i radicali che si uniscono stringendo nel pugno la rediviva rosa e ragazzine che si concedono a prestazioni sessuali orali con un po' troppa liceità. Diciamo che di carne al fuoco ce n'è, mi sto facendo le ossa come si dice di solito. Mi faccio le ossa e me le rompo dall'altra, visto che i ritmi si fanno sempre più frenetici e sincopati. Oggi in battere, domani in levare con le pause sui tempi deboli. Un casino. Gira, riprendi, scrivi.
Allora diventa inevitabile mollare la zavorra, disfarsi di tutti quegli ormeggi che rallentano il passo quando hai voglia di trovare la via che ti faccia prendere il largo. Venire tacciato di indifferenza o di opportunismo non mi va giù, ma se è il prezzo da pagare per non rodersi il fegato, ben venga. Mi stupisco di come sempre più spesso riesca a trovare dei segni che mi indicano la via da prendere, anche negli angoli in cui meno mi aspetterei.
Ieri ho scoperto che un amico, uno di quelli che magari ogni tanto non consideri come parte integrante della "cricca", se ne andrà a stare per qualche anno - tre - lontano da dove è nato e dalla piccola città che l'ha cresciuto. Lontano persino dal questo paese con il tricolore sempre più sporco degli escrementi lasciati da chi si ostina a pulirsi il culo con lui. E quando scopri che uno molla tutto così, in quattro e quattr'otto, ti fai inevitabilmente delle domande. Ok, ci avrà pure pensato e gli saranno passate per la testa chissà quante ipotesi, ma alla fine ha mandato tutti "a fare in culo" e ha detto sì. Come tanti, d'altronde. Io vi mollo qua e me ne vado via tre anni. Cazzo, tre anni. Non un misero mesetto a 2 ore di aereo. Là fa freddo, tanto freddo. Allora sempre invetabilmente ti chiedi: e se avesse vinto lui? Se quello che tutti più o meno velatamente non avete mai compreso e i cui atteggiamenti non sempre erano chiari e "normali" fosse l'unico che, senza preoccuparsi e sbattersi per mille questioni, ha capito tutto? Se lui avesse preso la strada diversa imbroccando quella giusta? Non aver mai dimostrato forte attaccamento alle persone, di qualunque sesso o con qualunque intenzione, non essere mai entrato nelle piccole liti che si sollevano quasi quotidianamente all'interno dei gruppi, non aver dato peso a tante piccole angherie delle quali è stato vittima. I torti, la maleducazione, di cui talvolta mi sono reso partecipe anche io. Ho sempre pensato che tutto gli scivolasse addosso, che nulla gli rimanesse attaccato alla pelle. Noi tutti a dannarci e prendercela per ogni inezia, lui che faceva uno slalom tra tutte le pietruzze che trovava per strada. Forse ha sempre guardato più avanti di noi, tutto qua. Se guardi avanti ti preoccupi di grandi ostacoli da sorpassare. Se te ne vai in giro mogio mogio ad autocommiserarti stai sempre a testa bassa e ti fermi ad ogni passo, ad ogni piccola buca. Ti fermi e perdi strada. Ieri con tutta la tranquillità che lo contraddistingue, mi dice: "Paolo, me ne vado via tre anni per lavoro".

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

... non so dove sia la verità...quale sia il modo "giusto"...se esiste...credo in fondo che il modo "giusto" sia quello che uno sente dentro, quello che ti spinge ad essere come siamo, odiati e amati, soli o al centro di un gruppo, impossibili da sopportare o incomprensibili...
e nelle parole che hai scritto ho ritrovato altre parole che ho letto/sentito pochi giorni fa... se si continua a guardare in basso, la punta dei piedi, magari guardando solo chi te le sta pestando in questo momento, non si vede tutto quello che c'è appena più in là...ma che è la vita in tutta la sua complessità e diversità...in tutto il suo fascino e la sua paura da superare..forse bisogna semplicemente provare a guardare la vita in faccia, superando le piccole (o a volte non così piccole) difficoltà ,paure, scontri, sapendo che sono solo un piccolo dettaglio nel grande quadro in cui cerchiamo di muoverci ogni giorno...in fondo, facendo fotografie non è poi questo? muoversi dal dettaglio al largo e poi ancora, cercando di cogliere tutte le sfumature...????

in ogni caso.. buon viaggio amico.. in bocca al lupo...

2:36 PM  
Anonymous Anonymous said...

Bel post, io il profugo lo capisco molto..
Bentornato, D.

8:16 AM  
Blogger paolametro said...

grazie d.
mi conforta sapere di non essere l'unico ad avere dei momenti di sconforto.

10:04 PM  

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