Tuesday, April 04, 2006

Pensiamo a dar fiducia ai giovani, anzichè tagliare ICI e cazzi vari

L'ormai consueta pausa pranzo a base di righello, matita e carta fotocopiata mi scivola addosso come se senza di lei mi sentissi spaesato. Alessandria sembra seduta su una panchina, in attesa che gli eventi dei prossimi giorni cambino almeno il più piccolo degli ingranaggi che fanno ruotare le vite di ognuno di noi. Le elezioni sono alle porte, ieri sera i due signori si sono scambiati battute più o meno colte, hanno sciorinato pezzi di buongoverno e promesse da marinaio. Insomma, sono rimasti in pochi ad avere fiducia. Anzi, la fiducia possiamo dire di averla persa definitivamente, perchè ognuno di noi, anche il più distratto, è consapevole ormai che dietro questo teatrino della politica in scena ormai da troppo tempo ci sono forze e scenari che nessuno può immaginare. Se solo uno ci prova, gli viene mal di testa. La speranza di poter capire il perchè di ogni singla mossa politica si sfracella contro quella giungla di compromessi, sotterfugi, mezzi sorrisi e doppi giochi che anche un pivellino come me riesce ad intuire. Intuire, appunto. Ma capire no. E allora o si spera, ed è quello che stiamo facendo un po' tutti, oppure si finisce col ritrovarsi a parlare di argomenti che mai potranno essere compresi ai nostri poveri occhi. Solo chi è al'interno degli ingranaggi li lubrifica. Gli altri devono sperare che tutto funzioni alla meno peggio, facendo le loro più colorate ipotesi si questo o su quell'altro. 

Io decido di tornarmene sulla terra, mi guardo attorno e noto con sorpresa che la piccola carognetta che mi stava appesa sulle spalle se n'è andata. La carogna si era adagiata sulle mie erculee spalle quando non ho più ricevuto una risposta alla mail inviata ai capoccia dell'azienda in cui lavoro, che dopo avermi proposto un contratto pressochè da fame si arrogano pure il diritto di far finta di niente per settimane, prolungando la firma. 
Bene, direte voi, ora che non sei più triste starai meglio. No. Qui sta il brutto. Adesso mi sto davvero incazzando. Non permetto, anche se so perfettamente di essere "l'ultima ruota del carro", di mancarmi di rispetto e di educazione in questo modo. Aspetto ancora oggi, perchè sono un signore, poi chiedo spiegazioni di un trattamento tanto irriverente nei miei confronti.
Si levino le spade. Il maggiordomo intanto si sta avviando alla porta col mio capotto in mano.

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