Sunday, September 17, 2006

Chi non muore si rivede

Un anno fa, proprio il 17 settembre, partivo per Dublino. Sono parecchi giorni che ci penso, come quando sta per avvicinarsi Natale oppure la notte di San Silvestro e già qualche decina di giorni prima fai il conto alla rovescia. Chissà perchè, mi sono detto. Di solito è proprio all'inizio del nuovo anno che si fanno i bilanci della propria vita, di quello che si vorrebbe in futuro o di ciò che ci si aspetta dai giorni a venire. Allora me ne sono andato indietro nel blog e ho scavato fino a trovare le pagine dell'inizio dell'anno. Nessun bilancio. Uhm, mi fa pensare.
In effetti, a pensarci bene, l'esperienza che ho vissuto in Irlanda è stata forse la più, come dire, limpida di tutte quelle che ho affrontato. Sono uno che per sua fortuna ha viaggiato molto, con i genitori e gli amici. Ho scoperto che fuori dalla porta di casa ci sono tante altre case con una porta anche loro che non aspettano altro che di essere aperte. Ma in Irlanda, forse anche per il periodo di incertezze esistenziali in cui mi stavo barcamenando da tempo, tutto è stato sublime e inebriante. E' stata l'esperienza, gli amici che ho trovato, l'ospitalità che mi è stata donata e tutto quell'altro mare di cose di cui vi ho parlato proprio da qui per un mese intero.
Allora adesso faccio i conti. Tornato, ho rivalutato, togliendo la tara, molte amicizie e ho potato i rami secchi. Sono diventato più duro, hanno notato i più attenti. Più diffidente. Però anche maggiormente pronto a lasciarmi andare quando il cuore mi dice di farlo. Ho conosciuto tanta gente nuova, che a sua volta me ne ha fatta conoscere altrettanto. Appena rientrato a casa ho trovato il lavoro che pensavo di voler fare da una vita. Ma mi è crollato il mondo addosso e ancora oggi faccio la conta dei danni. Magari è stata solo l'esperienza in sè che non ha funzionato, magari solo le persone che mi comandavano che erano incompatibili con me. Sta di fatto che il lavoro l'ho lasciato. Il quadro del mi futuro, che pensavo di aver iniziato a dipingere almeno nell'imbastitura, a guardarlo bene lamenta già delle vistose crepre. Credo che sia il caso di riprenderlo da capo. Ho ripreso a studiare e sono - incrocio le dita - in procinto di mettere la parola fine ai miei studi. Senza però aver qualche rammarico: se avessi fatto un'altra scelta, 6 anni fa? Lo so, sono domande che non servono. Ma sono anche quelle domande che bisogna farsi, almeno una volta. Diffido dalle persone troppo sicure di sè.
Sono poche le cose che non sono cambiate, e sono proprio quelle che sono anora qui che voglio tenermi accanto finchè potrò, finchè vorranno. Un grazie alla verde terra d'Irlanda. E una strizzatina d'occhio anche a quella schiumosa pinta sul bancone.

2 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Bella Paolo! L'anno scroso eravamo in due a partire per Dublin, anche senza saperlo! Ti ho "addato" su MSN...Fatti vivo! D.

9:07 PM  
Anonymous Anonymous said...

hola..fico il pezzo sulla storiella del passaporto! ahah, qui c'è jack johnson che "di verde" mi allieta. comunque, no ramblings..pazienaza la storia delle foto, dai poco male.domani viene anche fico perche è venerdi! ;) no? saranno ancora piu belle! no pero, cazzo to dicendo..?! volevo solo farti i complimenti per lo scritto! :) bravo, me piaaace! a dopo, cheers

1:33 PM  

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