Tuesday, January 16, 2007

Per quanto possa essere alta la mia voce

Ormai giustizia sta per essere fatta. Una giustizia che spero almeno per una volta possa essere "senza se e senza ma". Sulla strage di Erba sta per scendere il velo dell'anonimato, in attesa del primo trafiletto sui giornali che parli dell'inizio del processo, e di uno ancora più piccolo che ne segni definitivamente la fine.
Ho seguito con interesse la vicenda. Sono ancora incredulo, vendendo le immagini girate prima della scoperta degli assassini, su come due persone all'apparenza normali possano aver compiuto un gesto del genere. Marito e moglie con "una faccia comune".
Ma tutti, nessuno escluso, abbiamo pensato almeno una volta che un padre ex detenuto, con precedenti penali, per giunta extracomunitario, potesse aver ammazzato la sua famiglia. Io l'ho fatto, io ho creduto che potesse essere stato lui. Non si tratta di ipocrisia, ma del primo sentimento naturale, un'opinione pubblica, secondo cui due cinquantenni vicini di casa sono più buoni di un ex spacciatore. Ma così non è stato. Questa volta l'extracomunitario era dalla parte dei buoni.
Io chiedo scusa a questa persona, chiedo scusa ad uno di quegli uomini che per via di molti altri suoi compatrioti è stato bollato fin dall'inizio della storia. L'ho faccio a differenza di molti altri, parlamentari inclusi. L'ho faccio a differenza di chi tira in ballo cifre e statistiche per trincerarsi dietro al fatto che la maggioranza dei reati italiani è compiuta da extracomunitario.

"Per noi uomini è più facile giudicare che conoscere". Questa frase l'ha detta Azouz Marzouk, il padra, il marito, pochi minuti fa. E mi viene la nausea a pensare che sia proprio uno che si è visto ammazzare la propria famiglia ad averla detta.
Sarà forse una goccia in mezzo al mare, sarà uno dei pochi tunisini onesti (o che lo sono diventati) in Italia, ma da cittadino italiano mi sento di abbassare la testa e chiedergli scusa.

4 Comments:

Blogger mardevientos said...

This comment has been removed by a blog administrator.

2:18 PM  
Blogger mardevientos said...

Paolo...
Azouz non é "una goccia in mezzo al mare", pensando in quel modo le cose non cambiano, le scuse non servono di nulla e le ipocrisia solo aumenta. Azous è IL MARE...!

Lui è uno dei TANTI tunisini ed extracomunitari che non sono capaci di commetere una strage cosi.

E'sbagliato pensare che il fatto di non essere colpevole lo faccia diventare uno diverso agli altri tunisini/algerini... o qualunque extramunitario.

Esserlo non vuol dire essere anche un assassino, ne un ladro, né molto meno..

Esserlo vuol dire solo aver avuto la forza di lasciare il cerchio paterno e vivere en un mondo che molte volte non ti capisce e solo per quello ti giudica..!

Il peccato è credere che pensare così sia un sentimento naturale.

Non dimenticare che per decade, molti italiani al estero erano considerati mafiosi solo per il fatto di essere italiani!! E la maggior parte di loro, lo sappaiamo, non erano niente di puì che lavoratori!

2:19 PM  
Blogger mardevientos said...

Ah.. e Saluti!!!

2:20 PM  
Blogger paolametro said...

Già, le cose penso proprio stiano così. Sono perfettamente d'accordo con quello che dici. Il mio post vuol far pensare a tanti miei concittadini e compatrioti su come un pensiero comune possa generare isterismo nei confronti di ogni categoria: ieri gli albanesi, poi gli slavi, oggi i marocchini, tunisini e afghani.
La persona che ha avuto il coraggio di fare una scelta importante nella sua vita, quella di abbandonare l'illegalità per costruire qualcosa di sano, ha però ricevuto in cambio la più bestiale delle risposte.

Spero di non essere stato frainteso: non penso che il fatto di non aver commesso il delitto faccia essere Azouz diverso dai suoi compatrioti. Ragiono solo sul fatto che una volta scopertà la verità tante persone, se oneste con se stesse, avrebbero dovuto chiedere scusa ad un uomo accusato ingiustamente.

Un saluto e un bacio!

3:55 PM  

Post a Comment

<< Home