Le palle più grosse
Domani si parte alla volta di Eurodisney, Parigi. Per festeggiare Halloween, ma anche e soprattutto perchè è il regalo che io e Sandy ci siamo fatti a vicenda per festeggiare i nostri due anni insieme! Tre giorni e due notti immersi nelle favole della Disney, tra pupazzi giganti e colori pastello, bambini che ridono e genitori che spendono. Si poteva essere più entusiasti, se l’idea di andare con Marty e il Fava fosse andata in porto, se una volta tanto le cose fossero andate come si era preventivato. Invece niente, a causa di impegni – meglio dire obblighi – lavorativi, il buon Davide sarebbe stato costretto a tornare a casa un giorno prima, ma no ha trovato nessuna offerta che facesse al caso suo. Ovvio, non ha trovato nessuna offerta che non comprendesse l’esborso di qualche centinaio di euro in più di quello che già aveva sborsato. Un breve ma intenso attimo di riflessione va alla Ryanair, che ha saggiamente predisposto un numero di telefono – non gratuito, ovviamente – al quale si può telefonare per modificare il proprio volo. Si, peccato che si possa fare solo da lunedì al venerdì. Senza parole. Sono gli svantaggi delle compagnie low cost. Ma si va dalla padella alla brace, se si pensa che per un viaggio di sola andata per Parigi, per avere dei servizi decenti, la tariffa media di una compagnia comune, Alitalia o simili, si aggira intorno ai duecento euro abbondanti. Noi ne abbiamo spesi meno di venti, e qualche disservizio dovevamo aspettarcelo.Ieri e oggi ho assistito al consueto brulicare causato dall’imminenza della festività in ricordo dei defunti. L’appuntamento annuale non si smentisce mai, e propone con precisione svizzera orde di parenti, amici e colleghi che affannosamente cercano di dare decoro e colore a tombe lasciate per un anno intero al loro destino. Oggi, nel mio giro immancabile “per cimiteri”, per portare un saluto ai defunti assieme ai miei famigliari, mi sono stupito di quanto possa essere affascinante anche un luogo solitamente spento e grigio come il cimitero. I profumi più inebrianti e i colori più accesi riempivano l’aria, e ancor di più quando ci siamo diretti verso la campagna, dove una sottile nebbia riempiva i prati e si faceva spazio tra le lapidi e i lumini.
Se solo i cari si ricordassero più spesso di chi non è più con loro. E se con questa coscienza avessero più rispetto per chi riposa in pace. Invece no. Ecco vecchie signore imbellettate che si tirano occhiatacce per accaparrarsi la scala più vicina o l’innaffiatoio più capiente e pulito per far mostra dei crisantemi più grossi che il fioraio aveva in negozio. Non mancano anche i paragoni altezzosi fatti con il “vicino di tomba” che, poverino, ha due miseri petali ad abbellire la sua lapide, e neppure lo sguardo invidioso di chi si ripromettere, per il prossimo anno, di raccattare crisantemi geneticamente modificati dal diametro più grosso dell’intero cimitero. Isterismi e depressioni del consumismo moderno o più semplicemente l’ultimo ritrovato per tentare di dimostrare gli agi delle famiglie più abbienti, che credono che un po’ di colore su una tomba sia come sfoggiare l’automobile appena acquistata?
Speriamo che Winnie the Pooh e Pluto mi levino un po’ di questo amaro che mi è rimasto in bocca da questo teatrino allestito in fretta e furia per ben figurare. Per disilludersi basta solo essere un po’ più ingenui. Un po’ più bambini?

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