Thursday, October 27, 2005

My paradise

Per chi fosse attanagliato dalla pressante curiosità per sapere come sia finita la mia avvetura in quel di Cossato, eccolo accontentato.
Parto con un buon margine d'anticipo, conscio delle insidie che nascondono quelle strade tutte uguali. E in fatti, mi rendo conto che se tutte le strade portano a Roma, mannaggia se ce ne fosse una che mi porta a Cossato. Dei cinquanta minuti e altrettanti chilometri segnalati dalla mia cartina scaricata da internet neanche l'ombra. Dopo un'ora e mezza e quasi cento chilometri arrivo a casa di Matteo, un ragazzo apparentemente della mia età, che mi porta in uno scantinato. I miei timori su un imminente asporto dei principali organi vitali viene fugato quando vedo la strumentazione sugli scaffali, la sala artigianale di un ragazzo appassionato di musica elettronica a cui piace smanettare come un matto su computer e sintetizzatori.
Dopo un veloce ripasso delle linee melodiche del pezzo, mi infilo nella mini sala di registrazione insonorizzata, mi metto le cuffie su un orecchio e con la base che mi passa in testa martellandomi i timpani mi impegno al massimo per rendere il più possibile appetibile il pezzo. Devo essere sincero, non era affatto male. Non che me ne intenda di musica dance, ma non faceva orrore come molta roba che circola in radio negli ultimi tempi.
Pensavo di metterci molto di più, a dire il vero. Mi vedevo alle dieci di sera ancora lì, con la voce rotta, a cantare a più non posso. Invece dopo qualche "take" per ogni parte del brano, Matteo mi ha congedato, apparentemente soddisfatto del lavoro svolto. Ora tutto il materiale è in mano a lui.
Ovviamente si è anche parlato dei diritti SIAE per il pezzo, ma d tutto questo dovrò parlare direttamente con Mauro una di queste sere, magari davanti ad una buona birra.
Oggi è stata una giornata nella norma. Certo non la stesa normalità di qualche settimana fa, ovvio. Ma per fortuna e per il mio cuore mi sto lentamente abituando a svegliarmi con la nebbia e il grigio della città. Un bel confronto con i paesaggi nei dintroni di Galway, che stavo mettendo a posto qualche minuto fa. Qui era il 2 ottobre scorso.
Oggi volevo uscire a caccia di foto autunnali, con quei colori caldi e sporchi di terra che mi piacciono tanto, ma la nebbia è troppa per tirare fuori qualcosa di buono, quindi rimando a data da definire. Sperando che l'inverno non mi assalga di colpo come ha fatto l'anno scorso.
Per fortuna questa sera si va a Torino. Una serata in memoria dell'anno scorso, ricordando mesi molto felici in compagnia di Fava, Luca, Pier, Ugo & Co. Questa volta ci sarà anche Roby, così almeno mi divertirò una sera anche con lei, che se ne sta sempre in Ale sommersa dai suoi mille impegni lavorativi, scolastici e ricreativi.

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