Time runs
Sono già passati tre giorni dalla mio ultimo passaggio da queste parti; in effetti non pensavo che il tempo potesse essere così relativo. Mi spiego meglio. Avete mai notato quanta differenza passa tra un’ora passata con una bella donna e la stessa identica ora seduti su una lastra di ghiaccio? Bene, Dublino sembra essere la più prosperosa e ammaliatrice delle femmine, capace di farti cadere nell’oblio dimenticando ogni appuntamento. Mi fermo a guardare ogni prato, ogni bimbo che gioca da solo per strada con un pallone, invidio gli innamorati che, sdraiati l’uno sull’altro si appisolano su di un prato. I prati, appunto. E’ probabilmente questo prodigio della natura che più mi ha colpito in questa città. Diamine, sono incredibilmente verdi. Certo è merito della pioggia che frequentemente – forse anche troppo – cade su queste terre a rendere l’erba così carica di colore, ma ne ho visti di prati tigliosi e mai nessuno mi ha catturato in questo modo.
Sarà anche forse per questo motivo che sono così spronato ad andare quasi ogni giorno a correre per queste strade. Gli Irlandesi, si sa, sono molto fieri delle loro particolarità, in modo da distinguersi dai loro tanto cugini britanni. E’ un rapporto che giocoforza conduce alla stravaganza, alla ricerca sconsiderata di ogni aspetto che possa distinguere un popolo dall’altro. Beh, penso che Irlandesi, ormai abituati a questa eterna condizione di “ricercatori di unicità”, si siano accorti di quanto è verde la loro erba e se ne stiano approfittando. Si, dovreste guardare attorno alle case, nel centro cittadino, accanto alle cabine telefoniche o attorno ai binari del tram. Ovunque, in ogni metro quadrato in cui un occhio umano possa scorgere un minimo spazio vitale, loro riescono a piazzare la loro perfetta aiuola irlandese, con quei ciuffi che sembra così riempita di verde da sembrare sul punto di scoppiare. E sai che casino se dovesse succedere?
Beh, dopo questa delirante digressione botanica sulla gloria e l’istinto irlandese, eccoci alla mia semplice vita da studente. L’inglese continua a migliorare ogni giorno che passa. Me ne accorgo dalle parole che ogni giorno riesco ad aggiungere al flusso che al mattino sento alla radio. Non so se già avevo descritto nei giorni scorsi qual è il ruolo della radio nella mia casa, ma posso riassumerlo indicando solamente che viene accesa alle 7 del mattino e spenta alle 11 della sera. E’ un’amica, che parla sempre e non ti sta mai a sentire. Molto diversa da quella italiana, ha un netta preponderanza della parlato sulla musica, con regolari appuntamenti orari dedicati all’informazione. Bene, il primo giorno che arrivai in questa casa le mie orecchie non riuscivano a distinguere nemmeno una delle parole che uscivano dall’unica cassa monofonica. Invece questa mattina mi sono accorto che inizia a spuntare dal nulla qualche frase che tutt’ad un tratto guadagna una dignità sua e si stacca da quel confuso flusso di suoni e musiche. Bene, mi dico, e vado avanti.
Ieri sera è stata una goduria tremenda andare da wizzy nel suo residence. La cena è stata ottima, ma soprattutto è stata una perfetta cena italiana. Fusilli Barilla all’amatriciana e bistecca di maiale con l’insalata, impreziosita da un triplo caffè finale fatto con la moka! Ovviamente Lavazza. Qualità Oro. Sia chiaro, non mi lamento affatto della cucina di Maureen, anzi riesce a coccolarmi con i suoi manicaretti irlandesi che ancora non mi sono mai risultati indigesti. Ma la pasta è la pasta, non c’è niente da fare. Loro hanno l’erba che non sa più dove iniettarsi delle fiale di colore verde, noi abbiamo la Barillla e la Lavazza. E, come si dice in questi casi, scusate se è poco.
Alla cena all’italiana è stato poi aggiunto il tocco finale, ma visto che non c’era né la torta né tanto meno la ciliegina che gli si aggiunge proverbialmente sopra, vi chiederete cosa possa aver concluso la serata in modo così unico. Ci mettereste troppo quindi ve lo dico… Una super puntata di Porta a Porta! Eh si, mi deve mancare proprio tanto l’Italia direte voi, se godo nel vedere quel viscido di Vespa. Ma il dibattito era interessante, con Bertinotti ospite che illustrava il suo programma per le primarie, farcito di interventi dei rappresentanti della Confcommercio, di Confindustria, dei sindacati, ecc… E dell’immancabile Silvio, ovvio. Visto che ormai ha deciso che le sue dichiarazioni ufficiali non le fa più in sala stampa a Palazzo Chigi, ma nel salotto di Vespa. Anche per telefono, se necessario.
Ma è meglio non parlare di politica, visto che Tremonti è… Vabbè, lasciamo stare. Sono ormai già le otto e mi tocca andare a prepararmi per uscire. Mi è anche venuto in mente che devo tagliare la Poderosa, quindi devo sbrigarmi o arriverò in ritardo “dalla battona”. No, stasera non dobbiamo andare da qualche prostituta. La battona è semplicemente il nome che un ragazzo di Roma del nostro gruppo ha dato alla statua di Molly Malone che si trova alla fine di Grafton Streeet. Statua che dalla prima sera è diventata il punto di incontro della compagnia dell’Emerald arrivata sabato scorso, e che ormai può annoverare tra le sue fila giovani proveniente dalle più differenti nazioni, dalla Spagna alla Polonia, dal Brasile alla Corea.
Poi se non sapete chi è Molly Malone sono affari vostri. Io, come vi ho appena detto, sono in ritardo. Andate su Google e scrivete il suo nome. Anche se il nomignolo che le è stato affibbiato dal buon Pietro di Roma dovrebbe darvi qualche inizio…
Sarà anche forse per questo motivo che sono così spronato ad andare quasi ogni giorno a correre per queste strade. Gli Irlandesi, si sa, sono molto fieri delle loro particolarità, in modo da distinguersi dai loro tanto cugini britanni. E’ un rapporto che giocoforza conduce alla stravaganza, alla ricerca sconsiderata di ogni aspetto che possa distinguere un popolo dall’altro. Beh, penso che Irlandesi, ormai abituati a questa eterna condizione di “ricercatori di unicità”, si siano accorti di quanto è verde la loro erba e se ne stiano approfittando. Si, dovreste guardare attorno alle case, nel centro cittadino, accanto alle cabine telefoniche o attorno ai binari del tram. Ovunque, in ogni metro quadrato in cui un occhio umano possa scorgere un minimo spazio vitale, loro riescono a piazzare la loro perfetta aiuola irlandese, con quei ciuffi che sembra così riempita di verde da sembrare sul punto di scoppiare. E sai che casino se dovesse succedere?
Beh, dopo questa delirante digressione botanica sulla gloria e l’istinto irlandese, eccoci alla mia semplice vita da studente. L’inglese continua a migliorare ogni giorno che passa. Me ne accorgo dalle parole che ogni giorno riesco ad aggiungere al flusso che al mattino sento alla radio. Non so se già avevo descritto nei giorni scorsi qual è il ruolo della radio nella mia casa, ma posso riassumerlo indicando solamente che viene accesa alle 7 del mattino e spenta alle 11 della sera. E’ un’amica, che parla sempre e non ti sta mai a sentire. Molto diversa da quella italiana, ha un netta preponderanza della parlato sulla musica, con regolari appuntamenti orari dedicati all’informazione. Bene, il primo giorno che arrivai in questa casa le mie orecchie non riuscivano a distinguere nemmeno una delle parole che uscivano dall’unica cassa monofonica. Invece questa mattina mi sono accorto che inizia a spuntare dal nulla qualche frase che tutt’ad un tratto guadagna una dignità sua e si stacca da quel confuso flusso di suoni e musiche. Bene, mi dico, e vado avanti.
Ieri sera è stata una goduria tremenda andare da wizzy nel suo residence. La cena è stata ottima, ma soprattutto è stata una perfetta cena italiana. Fusilli Barilla all’amatriciana e bistecca di maiale con l’insalata, impreziosita da un triplo caffè finale fatto con la moka! Ovviamente Lavazza. Qualità Oro. Sia chiaro, non mi lamento affatto della cucina di Maureen, anzi riesce a coccolarmi con i suoi manicaretti irlandesi che ancora non mi sono mai risultati indigesti. Ma la pasta è la pasta, non c’è niente da fare. Loro hanno l’erba che non sa più dove iniettarsi delle fiale di colore verde, noi abbiamo la Barillla e la Lavazza. E, come si dice in questi casi, scusate se è poco.
Alla cena all’italiana è stato poi aggiunto il tocco finale, ma visto che non c’era né la torta né tanto meno la ciliegina che gli si aggiunge proverbialmente sopra, vi chiederete cosa possa aver concluso la serata in modo così unico. Ci mettereste troppo quindi ve lo dico… Una super puntata di Porta a Porta! Eh si, mi deve mancare proprio tanto l’Italia direte voi, se godo nel vedere quel viscido di Vespa. Ma il dibattito era interessante, con Bertinotti ospite che illustrava il suo programma per le primarie, farcito di interventi dei rappresentanti della Confcommercio, di Confindustria, dei sindacati, ecc… E dell’immancabile Silvio, ovvio. Visto che ormai ha deciso che le sue dichiarazioni ufficiali non le fa più in sala stampa a Palazzo Chigi, ma nel salotto di Vespa. Anche per telefono, se necessario.
Ma è meglio non parlare di politica, visto che Tremonti è… Vabbè, lasciamo stare. Sono ormai già le otto e mi tocca andare a prepararmi per uscire. Mi è anche venuto in mente che devo tagliare la Poderosa, quindi devo sbrigarmi o arriverò in ritardo “dalla battona”. No, stasera non dobbiamo andare da qualche prostituta. La battona è semplicemente il nome che un ragazzo di Roma del nostro gruppo ha dato alla statua di Molly Malone che si trova alla fine di Grafton Streeet. Statua che dalla prima sera è diventata il punto di incontro della compagnia dell’Emerald arrivata sabato scorso, e che ormai può annoverare tra le sue fila giovani proveniente dalle più differenti nazioni, dalla Spagna alla Polonia, dal Brasile alla Corea.
Poi se non sapete chi è Molly Malone sono affari vostri. Io, come vi ho appena detto, sono in ritardo. Andate su Google e scrivete il suo nome. Anche se il nomignolo che le è stato affibbiato dal buon Pietro di Roma dovrebbe darvi qualche inizio…

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