I semi dell'inferno
A mio papà piace coltivare i peperoncini. Quella qui a fianco è proprio una foto di una delle sue piantine, scattata lo scorso anno. Di semenze ne cerca delle varietà più assurde ed esotiche. Ha anche trovato, su internet, una scala che misura il grado di piccantezza delle sue creature.A mio papà piace far seccare i suoi peperoncini, una volta giunti a maturazione ottimale; ma siccome ora non fa più caldo, deve ingegnarsi per trovare dei luoghi adatti.
A mio papà piace regalare, per Natale, una sua composizione di peperoncini da lui eseguita agli amici e ai conoscenti più stretti.
Ieri non mi sono svegiato proprio in forma, diciamo. Ho passato la mattinata in casa a girare e a non concludere un bel niente, se non leggere qualche articolo in americano che mi servirà - speriamo - per la tesi. Nel pomeriggio un giro in centro, per due commissioni. Sentivo già le prime avvisaglie diun raffreddore bello completo di tutti gli accessori: brividi, occhi rossi e così via; ma la cosa strana è stata che, una volta uscito di casa, i sintomi si sono sempre più affievoliti. Una volta in centro, dopo un paio d'ore in giro, mi sono deciso, impavido e sprezzante del periglio, di andare lo stesso in palestra: "Reagire è la cosa migliore". Dopo il consueto allenamento, me ne torno a casa per disfare la borsa da ginnastica. Poi l'inferno: il raffreddore si è ripreso tutto quello che mi aveva concesso, con gli interessi. La cena al giapponese che è seguita non è stata delle più piacevoli, tra un maki al salmone e una soffiata di naso, per arrivare al tofu alla piastra condito con una sonora soffiata di naso.
Strano questo raffreddore, mi sono detto. Va e viene.
Torno a casa, non ho voglia di stare ancora in giro in questo stato. Chiudo la porta, mi infilo in letto e prendo un libro, visto che è presto. Subito prima di levarmi gli occhiali, cioè prima di perdere completamente l'uso della vista, vedo delle cose colorate sul termosifone posto dietro alla porta.
A mio padre piace far seccare i suoi dannati peperoncini sopra il termosifone della porta della mia camera da letto.
Stamattina ho saltato recitazione, anche se il raffreddore - dopo aver tolto le bombe dal calorifero - si è affievolito, per riprendermi del tutto. Mio padre è passato da queste parti, e per tranquillizzarmi mi ha garantito che la sua essiccatura sarebbe durata solo qualche giorno.

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