Wednesday, September 28, 2005

Amici e nemici

Questa mattina la sveglia ha suonato alle 7… Si non ho sbagliato a scrivere. Alle 7 perché volevo andare leggermente prima a scuola per leggere qualche mail e aggiornare il photoalbum. E così ho fatto, stranamente. Dico così perché in Italia non riesco mai a portare a termine qualcosa che mi sono prefisso di fare al mattino presto, perché sposto sistematicamente la sveglia in avanti. Ma qui, me ne rendo conto, non posso perdere tempo. E forse se ne rende conto anche quella larva che si impossessa di me al mattino presto.
Ad ogni modo, la giornata è stata segnata da un tempo veramente inclemente. Forti raffiche di vento gelido e brevi ma intense piogge hanno fatto da padroni per tutto il pomeriggio. Sta arrivando l’autunno, dice Maureen, e il vento cambia direzione e intensità. E’ vento del nord, freddo e teso. Beh, mi sa che è ora di riporre il giubbotto leggero e tirare fuori dall’armadio qualcosa di più pesante.
Oggi niente giro in centro, perché volevo andare azzardatamene a correre. Appena ho visto uno spiraglio di sole mi sono diretto di corsa verso casa, ma non c’è stato nulla fare. Appena ho messo il muso in casa la pioggia ha nuovamente ripreso a cadere. Mi sono riposato. Poi alle 5,50, un record!, ho cenato. Un po’ mi vergogno… Mamma mia, neanche alle case riposo.
Ora ascolto De André in attesa di uscire per il classico appuntamento alla battona (vedi sopra) alle 8 e mezza abbondanti, quasi le nove. Che bello, sono proprio felice. Voglio godermi queste giornate, sono proprio fortunato ad avere le possibilità di poter vivere quest’esperienza. E tutti quelli che sono stati artefici con me di questa scelta, li ringrazio anche loro. Non c’è bisogno di nominare, loro lo sanno.
Quando sono a casa da solo la sera mi viene un po’ di malinconia. Ma basta coi sentimentalismi! Non vi ho ancora parlato di Claudia! Lei è una ragazza, forse farei meglio a dire una donna, tedesca, un’insegnante di inglese che vive qui con me da domenica. I rapporti in effetti non sono così frequenti, ma è decisamente simpatica e molto cortese e socievole. La sua mole non la fa passare inosservata, e il suo biglietto da visita l’ha presentato a tutti gli abitanti della casa ieri mattina, rompendo la doccia. Non si sa come, ma la doccia non ha più voluto saperne di spegnersi. Bene, io stavo per iniziare la settimana dopo due gite massacranti e avevo bisogno di farmi una doccia. I problema era che lei aveva appena finito di farla, si era preparata e rideva coi padroni di casa sull’accaduto, io invece dovevo mettermi sotto l’acqua ghiacciata. Eh, si non poteva fermarsi mentre faceva la doccia, così l’acqua sarebbe stata tiepida. No, si è bloccata quando lei aveva appena finito e stava pulendo la vasca. Eh si c’era proprio da ridere. Non vado nei particolari sulla mia doccia. Sì, alla fine l’ho fatta. Ho chiuso la valvola che faceva arrivare l’acqua al bocchettone della doccia e mi sono messo nella vasca per farmi un bagno veloce. Veloce perché non avevo il tempo di riempire la vasca, ma potevo solo mettermi sotto l’acqua corrente. In più era molto scomodo perché dovevo anche lavarmi i capelli. Ma vista la situazione, si poteva fare. Tutto qui, penserete. No, non è finita. Perché gli irlandesi non amano - e questa è una delle tante amare constatazioni che sto facendo, forse la trentesima - l’acqua tiepida. Già, loro hanno due rubinetti, con due manopole separate. Così devi scegliere, o acqua fredda o calda. E se hai il tempo di farti il bagno va bene, e va anche bene se ti devi lavare la faccia o i denti; riempi la vasca o e misceli l’acqua lì dentro. Ma se sei in ritardo per andare a scuola e non puoi perdere venti minuti per riempirla e devi anche lavarti i capelli, il tutto sotto l’acqua corrente, devi scegliere. Secondo voi quale ho scelto, calda o fredda?
Ma il titolo di questo post era "amici e nemici", cavolo! Per chi fosse stato attento, non è stato sicuramente difficile capire quali sono gli amici, Claudia e i ragazzi dell’Emerald che ho conosciuto. Ma i nemici? Beh, semplice, me ne ero dimenticato. Se volete proprio saperlo, leggete ancora qualche riga.
Mentre oggi stavo aspettando per connettermi col portatile alla presa LAN della sala pc, ho chiesto ad una ragazza giapponese o di non so quale paese orientale se mi poteva prestare uno degli adattatori di corrente che aveva vicino al suo computer e che erano inutilizzati. Essendo di proprietà della scuola, ovviamente ha subito acconsentito. In effetti non mi era subito sembrata molto intelligente o particolarmente sveglia. Ma forse è quella espressione svampita che è vita natural durante dipinta sui visi di alcuni orientali. Sapete, hanno le sopracciglia alte e gli occhi chiusi che in Europa hanno solitamente le persone ubriache o che non capiscono nulla. Sta di fatto che dopo una mezz’ora si presenta da me con un cavo in mano, agitandolo e facendo segni incomprensibili. Ora, eravamo in quattro italiani e c’era tutta un’aula intera che è riuscita a capire cosa voleva questa cavolo di ragazza. Sembrava marziana. Cavolo, sei in una scuola avanzata di inglese, non per mentecatti. Ma lei imperterrita agitava questo cavo e indicava col dito la mia prolunga per la corrente che stavo usando per alimentare il pc. E’ andata avanti una ventina di minuti. Veniva da me, agitava questo coso e faceva due segni, senza parlare se non per emettere un mugolio che non aveva nessun significato umano. Poi andava dall’altra parte dell’aula sparava una impressionante raffica di parole molto buffe - penso mi insultasse - ad un suo amico; si guardava intorno e di nuovo veniva da me. Agitava il cavo, mugolava e poi mi stava a guardare, immobile. E poi ancora, e ancora. E nessuno dei suoi amici che mi sia venuto a dire cosa diavolo voleva, non uno!
Vi chiederete com’è andata a finire e che cosa voleva questa cavolo di ragazza che mi ha fatto davvero andare fuori di testa. Alla seconda domanda non so rispondere, mi spiace. L’unica supposizione che assieme ai miei amici sono riuscito a fare è che mi stesse dicendo che assieme alla riduzione che le avevo chiesto, le avevo anche rubato il cavo per connettere il pc all’alimentatore. Ma le ho fatto vedere lo zaino, e sinceramente ho cercato di spiegarle che di un cavo che non è compatibile col mio pc non me ne potevo fare nulla. Al massimo potevo strozzarla.
Mah, senza senso. Lei indicava. E mugolava. Niente altro.

1 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Spiritosissimo!! Certo la giapponese deve essere non poco cretina. Pare di capire dai gesti che ti abbia dato del LADRO.

9:04 AM  

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