Non mollare mai!
La serata di ieri è stata una delle più interessanti e divertenti tra quelle passate finora. Prima dell’appuntamente ho provato ad utilizzare i servizi di un internet point in grafton st., che mi hanno colpito da matti per la loro concorrenza e avanguardia nelle attrezzature. Molto comodo davvero, diventerà sicuramente un luogo che frequenterò spesso.
Dopo aver incontrato gli altri ragazzi italiani che erano andati a fare spesa, ci siamo incamminati verso casa di Lina, vicino alla cattedrale di St. Patrick. Là ci siamo ritrovati in dieci, compresi anche il coinquilino sudafricano di Lina e la sua amica Santos, di Malaga. La romanità di Pietro ha svettato sopra ogni cosa, regalandoci una carbonara che entra di diritto negli annali delle paste cucinate in terra straniera. Senza contare che gli utensili erano quello che erano e che ha cucinato un chilo e mezzo di pasta, con una padellata abbondante di condimento. Dopo averlo sommerso di complimenti, la serata è passata molto veloce, fin troppo. L’ottima musica ha riempito la casa, peraltro molto ben arredata per essere una casa di giovani ragazzi stranieri, e i fiumi di birra dozzinale acquista al supermercato hanno fatto il resto. Ottima, davvero.
L’unica machcia della giornata è stato il tempo, come sempre inclemente, che per la prima volta dall’inizio della vacanza mi ha colto un po’ impreparato e mi ha fatto andare a letto con principio di mal di gola. Che peraltor mi sono portato dietro tutto il giorno anche oggi. Uffa.
Questa mattina abbiamo avuto la nostra prima lezione con la nuova insegnante di conversazione. Era decisamente meglio Yanek, molto meno formale e più amichevole. Sono cose che vedi in un istante, già dalla distanza a cui mette la sedia dai nostri banchi durante la lezione. Comunque, nessun mostro.
Dopo le lezioni mi sono diretto subito a casa, innanzitutto per riposarmi un po’, visto che il mal di gola iniziava a tramutarsi in un principio di raffreddore. Forse sono un poco ipocondriaco, ma ho una forte coscienz dei cambiamente di stato della mia saluta, quindi ho preferito riposare un’oretta.
Subito dopo è giunto il momento della grande vendetta. Cosa c’è di meglio per riprendersi da un raffreddore che fare un mega partitone a calcio sotto la pioggia?! L’occassione era troppo ghiotta e ho deciso, seppur con qualche titubanza in principio, di prendere parte alla partita che dall’inizio della settimana, la rivincita della partita persa contro la Corea agli ultimi Mondiali di Calcio. Incredibile, gli abbiamo dato una mazzata colossale. 7 a 1, il risultato non rende merito ad una squadra, la nostra, che ha dominato per tutta la partita su tutto il terreno di gioco. Hanno fatto un tiro in porta, uno solo. Vabbè, in quella circostanza è andata dentro. Ma sono dettagli. La nostra squadra, per una cronica mancanza di uomini, si è dovuta affidare anche a due francesi, ad uno spagnolo e ad un brasiliano con la doppia nazionalità, anche italiana. Comuqneu si è sempre fatto tutto in casa europea. Gli avversari, dal canto loro, hanno attinto un po’ da tutto il continente asiatico. Se non fose stato per la pioggia che cadeva quasi orizzontale al terreno a causa del vento molto teso sarebbe stata davvero perfetta. Anche per la mia salute, pensavo. Invece no; appena arrivato a casa mi sono fatto una bella doccia bollente e mi sono subito sentito meglio. In effetti penso che reagire a questi piccoli stati di malessere sia molto meglio che imbottirsi di inutili medicinali.
Ora sono le otto e mezza e il consueto appuntamento alla battona mi chiama. Stasera sarò morigerato, lo prometto. Una birretta e poi a nanna. D’altronde domani si va a Galway e la gita sarà dura. Notte in ostello e doppia giornata in giro per paesaggi selvaggi. Mi aspetto molto da questi luoghi. La macchina fotografica è pronta, io anche.
Fino a lunedì o martedì ovviamente non aggionerò nessuna della mie due vetrine. Sempre che non trovi un internet point in mezo alle foreste e alle scogliere.
Dopo aver incontrato gli altri ragazzi italiani che erano andati a fare spesa, ci siamo incamminati verso casa di Lina, vicino alla cattedrale di St. Patrick. Là ci siamo ritrovati in dieci, compresi anche il coinquilino sudafricano di Lina e la sua amica Santos, di Malaga. La romanità di Pietro ha svettato sopra ogni cosa, regalandoci una carbonara che entra di diritto negli annali delle paste cucinate in terra straniera. Senza contare che gli utensili erano quello che erano e che ha cucinato un chilo e mezzo di pasta, con una padellata abbondante di condimento. Dopo averlo sommerso di complimenti, la serata è passata molto veloce, fin troppo. L’ottima musica ha riempito la casa, peraltro molto ben arredata per essere una casa di giovani ragazzi stranieri, e i fiumi di birra dozzinale acquista al supermercato hanno fatto il resto. Ottima, davvero.
L’unica machcia della giornata è stato il tempo, come sempre inclemente, che per la prima volta dall’inizio della vacanza mi ha colto un po’ impreparato e mi ha fatto andare a letto con principio di mal di gola. Che peraltor mi sono portato dietro tutto il giorno anche oggi. Uffa.
Questa mattina abbiamo avuto la nostra prima lezione con la nuova insegnante di conversazione. Era decisamente meglio Yanek, molto meno formale e più amichevole. Sono cose che vedi in un istante, già dalla distanza a cui mette la sedia dai nostri banchi durante la lezione. Comunque, nessun mostro.
Dopo le lezioni mi sono diretto subito a casa, innanzitutto per riposarmi un po’, visto che il mal di gola iniziava a tramutarsi in un principio di raffreddore. Forse sono un poco ipocondriaco, ma ho una forte coscienz dei cambiamente di stato della mia saluta, quindi ho preferito riposare un’oretta.
Subito dopo è giunto il momento della grande vendetta. Cosa c’è di meglio per riprendersi da un raffreddore che fare un mega partitone a calcio sotto la pioggia?! L’occassione era troppo ghiotta e ho deciso, seppur con qualche titubanza in principio, di prendere parte alla partita che dall’inizio della settimana, la rivincita della partita persa contro la Corea agli ultimi Mondiali di Calcio. Incredibile, gli abbiamo dato una mazzata colossale. 7 a 1, il risultato non rende merito ad una squadra, la nostra, che ha dominato per tutta la partita su tutto il terreno di gioco. Hanno fatto un tiro in porta, uno solo. Vabbè, in quella circostanza è andata dentro. Ma sono dettagli. La nostra squadra, per una cronica mancanza di uomini, si è dovuta affidare anche a due francesi, ad uno spagnolo e ad un brasiliano con la doppia nazionalità, anche italiana. Comuqneu si è sempre fatto tutto in casa europea. Gli avversari, dal canto loro, hanno attinto un po’ da tutto il continente asiatico. Se non fose stato per la pioggia che cadeva quasi orizzontale al terreno a causa del vento molto teso sarebbe stata davvero perfetta. Anche per la mia salute, pensavo. Invece no; appena arrivato a casa mi sono fatto una bella doccia bollente e mi sono subito sentito meglio. In effetti penso che reagire a questi piccoli stati di malessere sia molto meglio che imbottirsi di inutili medicinali.
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2 Comments:
Spero che tu nonvenga a casa tipo " omino della Michelin" e tisico come la signora delle camelie... tu eri il portiere, ovvio?
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