Mangiando, bevendo e masticando
Ieri pomeriggio non abbiamo fatto nulla di speciale. Però, sempre più spesso mi rendo conto che la mia idea di "speciale" potrebbe essere fraintesa. A molti basterà guardare le foto che ho messo su oggi per capire quanto sia stato normale per me starmene disteso su di un prato così verde da sembrare di plastica, all’ombra della cattedrale di san Patrizio. Si, in effetti il pomeriggio non è stato normale per niente.
Dopo di questo, prima di tornare a casa per cena mi sono concesso un thè – alle 5 pm esatte! – in un tipico bar del centro.
La serata invece è scivolata via in un baleno, facendo la spola tra numerosi locali per ritardare il momento dell’addio alle amiche spagnole. Alle 2 am però anche loro si sono arrese al tempo ostile e insieme siamo usciti in strada alla ricerca di un taxi. Terrore, sembrava di assistere alla stessa scena della notte precedente. Ma per fortuna dopo una ventina di minuti un’anima pia si ferma e ci porta a casa tutti e sei con il suo minivan.
Appena arrivato a casa vengo colto dallo sconforto i cui strascichi si possono intravedere nel post precedente. Così decido di mettermi nel letto e, dopo aver spento la luce, paso un’ora abbondante a filosofeggiare su questi addii forzati e sulla loro ineluttabilità. Ma davvero questo genere di amicizie potrebbero lasciare un segno così profondo se durassero anni? Non è forse meglio così, mi dico? E’ come mettere in bocca una caramella, morderla e succhiarne subito il succo, poi mordere la parte dura e mangiarla in un attimo. Adoro fare così, sento il gusto e ne apprezzo tutta la vigorosità. E forse queste pastiglie sono fatte proprio per essere mangiate così, anche se a prima vista bisognerebbe scioglierle lentamente in bocca. Ecco, questa è la seconda categoria. Quelle caramelle che stanno in bocca per ore e lasciano un gusto che ti inebria. Certo può assuefarti, può farti provare sensazione sempre nuove, se le sai riconoscere. Ma può anche nausearti, alla lunga. Ma allora qual è la cosa migliore? Bisogna rattristarsi per un amico conosciuto e perso nel giro di un mese? Anche in questo caso penso che dai detti venga la più grande delle verità: che il giusto sta nel mezzo. Ogni cosa deve avere il suo corso, dobbiamo prendere quello che ci viene dato, e cogliere l’attimo ogniqualvolta esso si presenta. D’altronde nessuno ha mai stabilito quanto lungo sia un attimo, e non siamo certo noi a deciderlo.
Dopo di questo, prima di tornare a casa per cena mi sono concesso un thè – alle 5 pm esatte! – in un tipico bar del centro.
La serata invece è scivolata via in un baleno, facendo la spola tra numerosi locali per ritardare il momento dell’addio alle amiche spagnole. Alle 2 am però anche loro si sono arrese al tempo ostile e insieme siamo usciti in strada alla ricerca di un taxi. Terrore, sembrava di assistere alla stessa scena della notte precedente. Ma per fortuna dopo una ventina di minuti un’anima pia si ferma e ci porta a casa tutti e sei con il suo minivan.
Appena arrivato a casa vengo colto dallo sconforto i cui strascichi si possono intravedere nel post precedente. Così decido di mettermi nel letto e, dopo aver spento la luce, paso un’ora abbondante a filosofeggiare su questi addii forzati e sulla loro ineluttabilità. Ma davvero questo genere di amicizie potrebbero lasciare un segno così profondo se durassero anni? Non è forse meglio così, mi dico? E’ come mettere in bocca una caramella, morderla e succhiarne subito il succo, poi mordere la parte dura e mangiarla in un attimo. Adoro fare così, sento il gusto e ne apprezzo tutta la vigorosità. E forse queste pastiglie sono fatte proprio per essere mangiate così, anche se a prima vista bisognerebbe scioglierle lentamente in bocca. Ecco, questa è la seconda categoria. Quelle caramelle che stanno in bocca per ore e lasciano un gusto che ti inebria. Certo può assuefarti, può farti provare sensazione sempre nuove, se le sai riconoscere. Ma può anche nausearti, alla lunga. Ma allora qual è la cosa migliore? Bisogna rattristarsi per un amico conosciuto e perso nel giro di un mese? Anche in questo caso penso che dai detti venga la più grande delle verità: che il giusto sta nel mezzo. Ogni cosa deve avere il suo corso, dobbiamo prendere quello che ci viene dato, e cogliere l’attimo ogniqualvolta esso si presenta. D’altronde nessuno ha mai stabilito quanto lungo sia un attimo, e non siamo certo noi a deciderlo.

3 Comments:
a furia di masticare, succhiare e mangiare il Dott. Bellanda farà i milioni!!!!
Ho visto il fotoalbum dell'8 oct. ma da shadow non si vede più niente
Rettifica: si vedono
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