Sunday, May 21, 2006

Quando è festa è festa

Certo che dalle mie parti non si è mai contenti. Da cittadino mi trovo spesso a criticare alcune scelte del sindaco e di chi per essa. Al di là dei colori politici, vorrei che i miei concittadini sapessero cogliere la bontà di una scelta soprassedendo per una volta a giudizi basati sui più scontati preconcetti.
Ieri Alessandria ha fatto da città di partenza per una tappa del Giro d'Italia, cosa che non succedeva da anni (mi pare di aver letto 20). Io mi sento orgoglioso per una scelta del genere. E provo lo stesso sentimento quando vengo a sapere che l'amministrazione comunale avrebbe speso circa trenta mila euro per far partire la carovana da qui. Ora, posto che il ritorno di immagine e gli investimenti annessi all'evento dovrebbe essere abbastanza per rientrare delle spese, io mi metto dalla parte di coloro che plaudono a questa scelta. Ma lo avrei fatto anche se la Giunta fosse stata di tutt'altro colore politico, anche se l'idea fosse venuta dal più estremo rapprsentante della destra radicale nazista.
Siamo sempre alle solite: ormai gli alessandrini sono degli olimpionici della critica indiscriminata, ora a destra e poi a sinistra. Ma basta! Si sprecano pagine e pagine a dire che Alessandria non è ricettiva, che ad Alessandria non c'è mai niente se non il grigio più grigio, che anche in estate non si sente un gruppo suonare e via dicendo. Ma pensate che i concerti, i passaggi del Giro d'Italia e tutto ciò che rende viva una città sia organizzati, realizzati e gestiti gratis? Ci vorrebbe un po' di critica costruttiva, che imparasse dai propri errori e commentasse gli errori altrui sulla base di proposte concrete.
Viva il Giro d'Italia e viva Basso, che anche se nessuno se l'è cagato è il leader incontrastato della carovana.

Ieri e oggi è anche la Festa del Borgo Rovereto. In attesa trepidante delle solite scialbe critiche, ieri sera ho girato per il borgo per vedere che aria tirava. Ho la memoria troppo corta per natura, e non ricordo mai da un'edizione all'altra com'è stato il riscontro di pubblico. Ma ieri sera c'era il clima della festa: la musica dei giovani gruppi del liceo, i ragazzini che limonano dietro i furgoni, quel profumo di salamella e di birra nelle strade che ti richiama a sederti sotto un gazebo e a metterti attorno ad un tavolo con la tovaglia di carta e i bicchieri di plastica della coop. Insomma tutto quello che preannuncia l'estate e che mi fa pensare che anche la mia città sa tingersi la pelle dei colori più belli, così come le popolazioni indigene usare fare per festeggiare la nascita di un nuovo membro della tribù.

P.S. = Io ero lì con la mia macchina fotografica. Anche se mi sentivo euforico - penso per via della birra, dei mojito di Gianni del tribeca e del vino del Canton di russ - qualche scattino l'ho fatto... Buona visione!

Tuesday, May 02, 2006

Odi et amo

C'è chi ne esce disgustato, chi nemmeno ci entra. Chi ci va per abitudine, perchè la famiglia lo fa da sempre. C'è chi cerca un camino e chi invece non sa che farci di tutto quel ciarpame. C'è chi si diverte e chi ci va per vederci gli animali.
Questo è stato il primo anno dentro la Fiera della mia città. La Fiera di San Giorgio, dal nome altisonante che richiama la mitologia dei draghi e d grandi condottieri. 
E' stata un'avventura. E come tutte le avventure ha richiesto impegno, ha chiamato la sera e nei weekend. Ha portato qualche scaramuccia, qualche scatto di norvosismo. Ma anche tanti sorrisi.

Le foto sapete dove sono. Fate come se foste a casa vostra.