Sunday, December 24, 2006

Prima del grande giorno

Questa mattina mi sono svegliato tardissimo. Quando nelle mie narici è entrato l'arome dello stufato che mia mamma stava preparando, ho deciso che era ora di alzare un angolino del piumone. Mi sentivo come un gamberetto appeso alla coppa piena fino all'orlo di salsa rosa.
Quest'anno il Natale sarà diverso.
Chi è più adulto di me dice che è un processo irreversibile, come la caduta dei capelli. Beh, a dire il vero a Berlusconi la folta chioma nera sta ricrescendo. Quindi mi piace pensarla diversamente.
Forse è solo perchè la settimana scorsa ero a Rio de Janeiro in maglietta e infradito a passeggiare sulla spiaggia. A 30 e passa gradi. Già, penso che abbia influito.
Ma a guardare bene lo spirito natalizio alberga anche in me, anche quest'anno. Ho deciso di usarlo per auguare agli internauti, ai maschietti e alle femminucce, ai giovani e agli anziani, agli apocalittici e agli integrati, ai bontemponi e ai musoni, ad Hansel e a Gretel, e a chiunque passi da questo cantuccio

UN FELICE NATALE E UN 2007 PIENO DI SODDISFAZIONI


il vostro paolametro in versione "Babbo"

p.s. = un pensiero al mio fratellone che quest'anno si passerà Natale e compleanno in ospedale. Non sarà un giorno come tutti gli altri, senza vederti seduto sulla poltrona del salotto a scartare i regali.

Friday, December 22, 2006

Prova a non crederci, adesso

A ben guardare potrei essermi appena svegliato. Ho su gli occhiali, la stanza è buia e me ne sto al caldo sotto il piumone. Potrebbe essere che la giornata che ho appena finito di vivere me la sia immaginata dal principio alla fine. Sarebbe proprio un pacco. Sì, perchè vorrebbe dire che uno dei miei sogni non si è avverato. Vorrebbe dire che questa mattina non mi sono catapultato all'edicola con una moneta da un euro in mano. E nemmeno che, dopo aver preso uno dei più famosi e letti quotidiani d'Italia, non abbia saltato le prime 50 pagine. Circa. Non avrei cercato affannosamente le pagine locali, e dopo aver voltato la prima, non avrei trovato un articolo scritto da me.
Ma no! Io sto per andare a dormire! Non mi sono immaginato niente di tutto questo! Mi tolgo le coperte di dosso e mi alzo di scatto. Il giornale è ancora lì, pronto per essere privato di una delle sue pagine, da tenere come ricordo. Lo apro, scorro i fogli come un sorpasso a 200 all'ora. La prima delle pagine dedicate ad Alessandria non mi interessa, almeno per oggi. Prendo l'angolo in basso e lo giro nervosamenre. Il mio "pezzo" è lì. E' vero, è il mio. Non mi tradisce la sigla, R. AL., messa in calce per motivi contrattuali o chissà cosa. Quella mezza pagina l'ho scritta io. Quella che ho sfogliato è La Stampa. La Stampa. Una delle aspirazioni di quando da piccolo dici che vuoi fare il giornalista. Però poi è tutto da vedere. Lo sogni per tanto tempo, poi ti rendi conto che entrare lì dentro è come scappare da Guantanamo. Così provi a passare da una porta secondaria. Trovi posto in una tv locale e ti accontenti. Ma non va, vuoi altro. Tu devi scrivere.
Oggi ci sei. E' il primo passo di un lattante che prova ad andare gattoni. Ma in piedi ti ci sei messo. Da solo. I passi li dovrai pur fare, in qualche modo. Uno dopo l'altro. L'importante è iniziare.
Però, che inizio.

Sunday, December 17, 2006

Post-It

Qui noi si lavora... Neanche il tempo di atterrare a Malpensa per goderci l'ottima seppur fredda giornata, che già mi sono messo sotto con pressanti incombenze. Non nell'ordine, diciamo che la messa in ordine di tutte le foto e la creazione di un dvd celebrativo tipo "I Milgiori Gol della Storia" è ai primi posti. Quanto è dura cancellare gli scatti. PErò non è neanche possibile immaginare di costringere amici e parenti con la forza o sostanze stupefacenti a sorbirsi la proiezione di 2000 foto tra me e Nic.
Segue anche la quanto mai necessaria ricerca di un lavoro. Necessaria se non altro perchè i miei potrebbero decidere di spostare il mio santo culo sul pianerottolo a giorni. Il colloquio fatto poco più di 12 ore dopo il mio atterraggio nel Bel Paese è valso qualche cosa di nominalmente importante, professionalmente entusiasmante, ma ben poco remunerativo. Ben poco per usare un eufemismo. C'è da mettere a posto il curriculum, anche se penso di essere uno dei pochi che ancora crede nella sua utilità. Schematico biglietto da visita profesisonale o etichetta per riempire pagine di lavoretti inqualificanti?
Poi è Natale, cari miei. E Natale quando una settimana prima eri seduto a Rio de Janeiro, spiaggia di Ipanema, non è poi così molto Natale. Se poi eri a torso nudo, sorseggiando una birra ghiacciata e croccando un vassoio di gamberi alla piastra, ti viene da pensare che Babbo Natale quest'anno entrerà dal camino in infradito e occhiali da sole, tutto bello unto di crema solare.

Torno a mettere a posto le foto, così faccio qualcosa di produttivo. Come sottofondo le musiche del Brasile che abbiamo rubacchiato a Lucio prima di partire.
Partiamo dall'inizio, dall'interminabile attesa, la notte del 12 novembre, all'aeroporto di Malpensa.