Friday, March 31, 2006

Ti mangio a colazione (2° parte)

Il racconto continua, nessuna preoccupazione. Solo che dovevo cogitare la giornata di ieri. Digerire i bocconi più pesanti è l'unico modo per trattarli con il giusto peso. Dove ero arrivato? Ah si, alla mia cara prof che mi girava sullo spiedo piano piano come il migliore dei polli amadori.
Poi il secondo tempo si è svolto nella sede di GRP, l'emittente che fino al 21 di marzo mi ha dato da lavorare con un bello stage... Bello.
L'appuntamento è per decidere che fare della mia carcassa, quale scotto pagare dopo essermi preso a cuore la nasciata di un progetto manco fosse nato il mio primo pargoletto (mi tocco...). La responsabile, proprio per non smentire il senso comune, mi fa aspettare quasi un'ora prima di entrare nel suo ufficio. Da buon giornalista ficcanaso mi guardo attorno e metto il becco dove non dovrei. Peccato non aver trovato qualcosa di interesante per metterla alle strette, per poi minacciarla e mandarla sul lastrico...
Vabbè, a parte le cazzate. Qualche botta la prendo, i ganci al mento son ben piazzati e mi spostano sulla sedia, che inizia sempre di più a scaldarsi. Mi viene fatta una proposta, che mi calza giusta giusta. La paga è una miseria, ma certo a 25 anni senza una laurea in tasca certo non posso mettermi a contrattare. E poi come dice il saggio, al giorno d'oggi "devi ancora ringraziare che ci sono quei pochi soldi. Qui costa tutto di più, l'euro è una porcata e...." Vabbè, adesso basta. Zitto.
Proseguo. Mi scaldo. forse aver tenuto su la giacca non è stata una grande idea. ho le ascelle che piangono. Ma cerco, con garbo, di essere chiaro. E' un gioco dialettico, mi piace. E' su tante piccolezze che non voglio essere frainteso, allora mi esprimo in modo diretto e mi sembra pure di aver fatto bella figura ad essere chiaro nei miei discorsi. Ma taccio tante cose, non per pigrizia ma anche perchè sebbene mi dispiaccia anche io mi fermo davanti al'autorità. Mi da fastidio ammetterlo. Alla fine questa mattina, per continuare la mia opera di persuasione, mando ancora una mail e rifaccio lo spiegono sulle mie richieste. Sono lecite, quindi mi faccio valere.
- La nobile arte del lavoro ai fianchi - Mi diletto da tempo, ed è ora di far vedere ance al di fuori di casa quanto ho imparato. Se non altro si renderanno conto di avere a che fare con uno che non molla, quando crede in qualcosa. E come dice il saggio...

Una nota di servizio: amici cari della San Paolo, nonostante le mie prestazioni a difesa della porta non siano delle migliori, cercate di godervi almeno gli scatti che vi faccio durante le partite. Valutate voi se è il caso che mi ritiri soltanto più a bordo campo per i servizi fotografici o se mi volete ancora in porta... Andate su photoalbum, sezione "Days Go By". Buona visione!

Thursday, March 30, 2006

I woodoo mi fa il solletico (1° parte)

Mi sembra di mangiare quel pollo dei cinesi che se provi a descriverne gli ingredienti ti viene il mal di testa. Beh, se mi dovessero chiedere come è andata la giornata mi verrebbe il mal di testa. Soddisfatto? Deluso? Mezzo e mezzo? mah... Non risponde. Quel fesso di Paolo non risponde.
Le questioni erano due, la tesi e il lavoro.
Il ricevimento con la docente era come sempre alle undici e mezza. Da volpe del deserto io me ne arrivo sempre con calma, così da non beccarmi la coda. Alla mezza giro l'angolo che porta ad uno dei lunghissimi corridoi di Palazzo Nuovo - si, in effetti un po' mi sento Culicchia - e non scorgo nessuno in coda davanti alla porta. Ci siamo, anche oggi la docente non è venuta e sono venuto su a Torino per niente. Per fortuna Murphy e la sua inclemente legge se la dormono, e la prof è nel suo studio. Parliamo, si complimenta per il lavoro di raccolta di materiale che ho fatto. Sono un maniaco dell'informatica amica, excel me lo porto anche al bagno... Alla tabella sinottica con le date dei giornali messe una vicino all'altra e gli articoli l'uno vicino all'altro, cede. La vedo, è il momento di attaccare. "Scusi - le dico con fermezza - ma parlando schiettamente lei pensa che mi potrò laureare per luglio?" Lo dico tutto d'un fiato. Perchè è la domanda decisiva, e per copione va detta tutta in una volta sola. Ehi, ne ve delle mie vacanze estive. 
La risposta mi ricorda quando da adolescente la ragazza di cui sei cotto, con cui hai limonato duro per mesi, ti devasta: "Sai, FORSE ti considero un amico e basta. Però non so, ho bisogno di tempo per pensarci". A parte le varie risposte tipo "Cara mia, forse non ti sei accorta che fino a un minuto fa avevi la mia lingua in bocca e non sei ancora mamma perchè non ne hai le facoltà" e latre cagate da tabbozzo di quartiere, ci rimani di cacca e sei atterrito. Non perchè sei rimasto senza speranze, ma perchè sei nel limbo, devi solo aspettare e non sai davvero contro che muro sbattere la testa.
Con la docente uguale, nè carne nè pesce (come dice il buon Elio): "Guardi - mi ha risposto in modo opposto al mio, calma e placida - io non le dico di no, ma certo per settembre ce la farà. Dipende da lei e da quanto lavora". Grazie, poi passo appena mi rialzo sbatto la testa contro il muro un centinaio di volte.

Ma quando finisci?

Eccerto, con la sfiga che ho domani la docente sarà di nuovo assente.. Almeno mi consolo col fatto che dovrei passare dalla sede di GRP a torino per decidere quale sarà il mio futuro. cioè quanto mi sfrutteranno in rapporto denaro/tempo. Bello, mi sento un po' stretto da una morsa, ma bello.
Mi sembra di vivere un po' un crepuscolo che non finisce, mi perdo in una tenue luce che non vuol far comparire il giorno nè se la sente di terminarne uno. 
L'aria che si respirava oggi in città mi ha dato un po' di fiato, e ho seguito un servizio come piace a me, in modo investigativo, dal mattino alla sera. Ma nel "modus" che vige di questi periodi certo non me lo posso permettere. 
Intanto continuano le mie elucubrazioni sulle inevitabili e imminenti scelte politiche. A molti possono sembrare scontate, ma vorrei anche evitare di procedere alla scelta per via di semplificazioni e sulla scorta di dicerie. Vorrei essere in grado di sapere bene cosa si nasconde di bello o tremendo dietro la crocetta che metterò su quella scheda. E voi, pensate di sapere cosa faranno per voi e per la categoria che rappresentate le persone che andate a votare? Io, a costo di sembrare anacronistico, confido nella speranza di veder sorgere un grande Statista, che al di là delle proprie aspirazioni politiche sappia valutare il bene di un paese. Grandi nomi ne sono passati sotto il tricolore, ma ora ho solo la nausea di sentir parlare di ritorno dei comunisti e di conti in rosso per colpa di quello che ci ha preceduto. Forse anche la politica ormai è comandata dai trend economici, e ne soffre le istanze di crisi per gioirne nei giorni di sole. Ecco, quanto si può pensar ad una politica non legata sia agli interessi che alle scelte economiche, oggi?
Siamo messi male, cari miei. con questi pensieri prima di nanna si finisce per rimanerci insonni.

Tuesday, March 28, 2006

So' du chili. Che faccio, lascio?

La mattina inizia con una titanica impresa: riuscire a preparare tutta la documentazione necessaria per finire lo stage e farmi attrbuire i crediti necessari per... laurearmi!!!
Allora, ho la scrivania che sembra quella del Papa al momento scrivere l'enciclica, e il mio arcinoto disordine mi sta creando tanta tanta tanta confusione in testa.
In compenso oggi scatta la mia prima settimana senza contratto! Olè! Certo, se dovessi incontrare un simpatico ometto tal ispettore del lavoro, placidamente potrei dirgli che sono un amico, in visita ad amici... Sempre con la mia cartografia mondiale sulla scrivania, senza contare computer e ammennicoli vari! Sempre più olè!

Vabbè, ragazzuoli, dopo mesi di attesa.... eccola! la prima nuova galleria fotografica! Si tratta del pranzo col pretaccio di domenica. Gran mangiata!

Monday, March 27, 2006

Finally... I did it!

Eccolo, all'una di notte me ne torno a casa con l'intuizione chiave. Si, sono riuscito a capire come ripristinare il mio album di foto... Bene , da domani si riparte, cari miei! Per intanto ho provato a rifare l'album daccapo col Mac, quindi se qualcuno ha dei problemi di visualizzazione rispetto a prima me lo faccia sapere, mi raccomando.

Oggi la giornata è stata marchiata da un difficilissimo adattamento all'ora legale e al pranzo che ho fatto con moltissimi amici. La prima cosa mi ha rintronato per fino alle 8 di sera quando, guardando fuori dalla finestra mi sono accorto che era ancora chiaro... Il pranzo di suo ha fatto il resto, devastandomi come solo il mix agriturismo-domenica può fare... Ne risento ancora adesso, dopo una giornata dedicata al cazzeggio più totale... Domani si ricomincia, sempre più in forma. E manca una settimana per fare la tesi. 

God bless you all! Have a nice week!

Saturday, March 25, 2006

Diavolo d'un boia

Ragazzi qui la situazione si mette male... non riesco più a mettere le foto sul sito!!!
E' la fineeeee
Avendo un nuovo computer, finalmente uno di quelli co la C maiuscola, mi devo ancora abituare a ragionare da homo sapiens e non come quella tremenda razza ormai dilangante di homo windows. Caspita, quante storie vorrei farvi vedere! Se solo ci riuscissi....
Confidate, amici miei, tempi migliori sono alle porte! 

Intanto ieri ho partecipato a due momenti molto trascinanti, anche se in maniera diversa. Alle 17,30, un'ora dannata per chi lavora nell'informazione - vista l'imminenza della "chiusura" della maggior parte delle redazioni - ho assistito ad un intervento di Paolo Gentiloni al Circolo della stampa ad Alessandria. Gentiloni è il Presidente della Commisioni Bicamerale id vigilanza della RAI, oltre che candidato nella lista della Margherita alle prossime elezioni politiche. Un intervento molto interessante sulla genesi, le distorsioni e il futuro della legge sulla par condicio, i conflitti di interesse. Magari sarò un allocco, ma non ho visto particolari simboli politici sfoggiati ostentatamente. Come dire, si può vincere una battaglia senza sfoderare le armi insanguinate...
Poi ad ora di cena, sono stato alla festa di inaugurazioni di un nuovo locale, sempre ad Alessandria, alla fine di Corso Roma. Ho ricevuto l'invito perchè con GRP abbiamo fatto uno speciale pubblicitario. Beh, come dire, certo non mi aspettavo una simile innovazione nella mia città, da sempre ultimo approdo delle più vecchie e dimesse mode italiane. Il posto, credo si chiami Zogra o qualcosa del genere, è in pieno stile milanese, un risto-bar-lounge-equellochevuoi davvero alla moda, con personale professionale, interni e architetture all'avanguardia, impianti sonori e installazioni video. Da vedere, davvero. Mi ha lasciato di sasso la salett fumatori, lasciata in cemento vivo, con un lungo tavolo che cambia colore ritmicamente e delle uova appese al soffitto.... vabbè, poi dopo l'inaugurazione guardiamo i prezzi e vi dico, va'....
Intanto in preda ad istinti nichilisti, sbatto la testa contro il monitor del computer e cerco di partire con la famigerata Prima Pagina della tesi... Che fatica

Thursday, March 23, 2006

Gusci e ciucci

La docente, vedi mai che mi sia sbagliato nel parlare troppo presto, questa mattina non c'era. Un misero cartello appeso alla porta del suo studio recitava senza giri di parole che lei non c'era. Come se chi viene, diciamo per caso, da Alessandria, avesse il dono della vista a distanza, e semplicemente chiudendo gli occhi potesse vedere cosa diavolo c'è attaccato a tutte le porte di Palazzo Nuovo. Sarebbe insensato preoccuparsi di additare l'Università per la totalità incapacità nell'organizzare un efficiente servizio di informazione per evitare ai poveri sfigati che chiedono un giorno di ferie di farsi 100 km per niente, ma ripeto che è meglio sorvolare.
Oggi mi sono reimmerso nel mondo universitario, allietato ancor di più da un clima finalmente primaverile. Alcuni amici che cazzeggiano amabilmente sui gradini in fronte all'università, i soliti zingari che con l"espediente del giornale" fregano il cellulare a una donna tartaruga - quelle col corpo enorme e la testa minuscola, come una mia compagna del liceo - e le ragazze del solito bar che mi accolgono come se non vedessero il loro cugino d'America dal 1990. Novità, un povero diavolo che gira in Via Verdi con un cartello "VENDESI", quello che si mette sulle case o contro i finestrini delle auto, seguito da "Barzellete - 5€ al pacchetto". Questo ragazzo si ferma davanti al tavolo dove sto mangiando una vagonata di pasta, e ci guarda tutti, me e quegli altri dieci, quindici ragazzi lì vicino e ci invita a sentire, e se non ci va di pagare non lo faremo: "Sapete qual è l'unico modo per uccidere un orologio?" Pausa degna del miglior totò, e poi: "Col-pendolo". Scappa qualche risata, ma senza sosta lui ne tira fuori un'altra, e poi un'altra ancora. Ma nessuno, me compreso, si alza per dare a questo uomo sandwich che sfornza barzellette come neanche gino bramieri un obolo come ricompensa. Alza i tacchi e se ne va, dispensando saggezza: "Se trattate così chi vi vuol regalare l'allegria e la felicità, cosa ne fate degli altri?"
Dopo aver preso il caffè, mi alzo e ritiro la mia mercanzia che avevo steso sul tavolo - telefono, portafogli, occhiali da sole - e ringrazio che l'ennesimo bastardello non sia passato mentre mi stavo godendo il barzellettiere, sennò poteva far mambassa. Non metto la giacca, oggi fa caldo. Mi ritornano alla mente quei periodi in cui passavo le mie giornate, come ora, nella biblioteca sotto l'università, a studiare per un esame o a fare semplicemente passare le ore in attesa di un aperitivo. E poi mi dico caspita, ma era solo qualche mese fa!
Sono troppo spesso preda di ingenui stati alterati di coscienza, mi faccio trascinare dalla mia insicurezza per l'oggi ancor prima che per il domani. Raramente ho la sensazione di potermi davvero godere quelle che sto vivendo. Poi come sempre mi rendo conto di quante sono le cose che effettivente potrebbero togliermi da un momento all'altro. E mi vergogno di essere sempre lo stesso bambino in preda all'ansia di non avere mamma e ciuccio vicini.
Sarebbe meglio coricarsi e dormire. Sempre se non ti assalgono i mille pensieri di sempre.

Wednesday, March 22, 2006

Li mollerei anche, 'sti ormeggi

Domani, o melgio tra poche ore, sarà uno di quelli che sono conosciuti come "grandi giorni", dei giorni del giudizio in miniatura in cui il più classico dei bivi ti impone le sue scelte, una strada invece di un'altra. Domani consegno alla relatrice l'elenco con tutto il materiale che ho trovato per la tesi. La bibliografia è enorme, mai mi sarei aspettato di poter trovare tanto materiale su un caso di 80 anni fa. Ma quello che mi ha più sconvolto è il resoconto che dell'evento ne hanno fatto i giornali. Leggere sull'intestazione di testate come il Corriere l'indicazione dell'anno 1927 mi ha fatto uno strano effetto, devo ammetterlo - senza contare che, strano ma vero, non si parlava ancora di Berlusconi e di conflitti di interessi. Troppo ci sarebbe da parlare sul modo in cui i giornali di quegli anni erano scritti, ma emerge chiaro su tutto il pesante bavaglio imposto dalla censura del regime. Di questo, se qualcuno di voi sarà così interessato ancora tra qualche mese, se ne potrà riparlare con il mio magico tomo in mano.
Intanto domani, dicevo, presenterò tutto il materiale per iniziare finalmente a scrivere effettivamente la tesi, posto che la docente mi dia il nulla osta, permettendomi così implicitamente di laurearmi nella sessione di giugno-luglio. La strada è ancora dura, ma pensare di non dover più passare gli unici momenti liberi in una polverosa emeroteca nel centro di Torino mi rasserena un poco. Notte a tutti, e buongiorno a tutti gli altri.

Tuesday, March 21, 2006

Il solito antipatico

Vorrei sapere chi è quel burattinaio, antipaticissimo tra l'altro, che mi rema contro. Sulla scia del post di oggi, entusiasta per come girano i programmi portatile che ho appena acquistato, un macbook!!!, mi ritrovo ad evere dei problemi col mio server, dove posiziono tutto il mio sito ad eccezione del blog.... Uffi, volevo sommergervi con quel milione di foto che ho fatto in tutto questo tempo e che non vi avevo ancora mostrato! 
Ancora un attimo di pazienza, allora...

Nel frattempo, vi consiglio un'interessante lettura. Per chi fosse tentato a lasciarsi andare a facili semplicismi, pensi soltanto che tratta di un editoriale scritto da un amico su di un giornale non quotidiano. Il resto, è in più.
http://www.stpauls.it/vita/0603vp/0603vp08.htm

Annaspo

Tento a fatica di emergere dalla mediocrità che mi circonda. Voglio che la mia figura si distingua da una folla inconcludente che si piange addosso in attesa di tempi migliori, della manna dal cielo.
Non penso di peccare di superbia o spavalderia con questi pensieri arditi. Non ce l'ho con nessuno. Ogni essere umano su questo pianeta è libero di portarsi sulle spalle la propria carogna e di trascinarsi incurante del sole e delle splendide giornate di questa enorme vita. Ma non sarò di certo io a pensare di dover cavare dai guai che ostinatamente non vuole far altro che alzarsi la mattina, espletare le sue funzoni vitali, e coricarsi la sera. Non lo aiuterò di certo io. Io voglio essere qualcuno, le mie fatiche dovranno pur servire a qualcosa! 

Proprio voi che state scorrendo ancora una volta il muro nero siete coloro che mi hanno spronato a tornare a scrivere. Se c'è qualcuno che mi chiede perchè non scrivo più - mi sono detto - allora vale la pena di rimettere le mani su questi bei pulsantoni argentati e batterli e più non posso. Eccomi qui, cari supporters. Scosso dai tumulti dei giovani precari parigini e nel costante dubbio sulle imminenti scelte politiche, rivolgo ancora una volta lo sguardo in avanti. La mia speranza è quella di toccare qualcosa, prima o poi.