Tuesday, October 31, 2006

Le mirabolanti avventure dell'intrepido paolametro

Mancano meno di 15 giorni alla partenza per il pianeta Verde-Oro, ma il coriaceo paolametro ancora combatte contro le truppe del pianeta Questuris Savonensis che lo trattengono lontano dalla sua nave vascello, senza certezze per il giorno che viene. Le armi dispiegate nella lotta sono inimmaginabili, tanto che paolametro è convinto che l'attacco di diarrea lancinante che lo ha colpito sia opera del Comandante Passaportium, a capo del contingete dei Savonesis.

...malgrado le avversità paolametro non si tira indietro...

Sunday, October 29, 2006

A quanto è battuto all'asta un "paolametro" originale?

Sono parecchio felice perchè dal nulla stanno nascendo sinergie e idee di collaborazione che non immaginavo. Che siano finiti i tempi in cui tra di noi ci si sbarrava la strada in tutti i modi, spuntando sentenze sulle iniziative altrui, bollando le idee diverse dalle nostre come spazzatura?

Non capita spesso, però questa volta anzichè parlare di un'iniziativa messa in piedi da qualche amico o conoscente mi tocca parlare di qualcosa che mi riguarda in prima persona.
E' nato per caso, come tutte le storie più belle. Ricevo una telefonata da un amico che mi propone di esporre delle foto in un locale in città. Eccheddico, di no?!?!
Assieme ad altri due amici appassionati di fotografia - più un terzo che ha agito "nell'ombra"! - in pochissimi giorni abbiamo tirato su una mini installazione all'Osteria Bel Ombra di Alessandria, in Piazza Gobetti subito dietro all'edicola.
Sono in tutto una trenitina scarsa di foto, senza un tema principale. Semplicemente ne abbiamo stampate un po' di più di quelle necessarie e il giorno dell'allestimento le abbiamo scelte insieme al proprietario del locale, Dario. Ovviamente non poteva certo essere una normale esposizione fotografica. Non lo è perchè se ci farete un salto potrete vedere scatti "stesi" al soffitto, giochi di colore e contrasto tra i bianchi e nero e i colori, e tanto altro.
L'idea l'abbiamo voluta battezzare "quattrotantum", ovvero quattro giovani che espongono per la prima volta le loro foto e con esse il modo di vedere ciò che sta loro attorno. C'è qualcosa di Alessandria, ma anche di oltreoceano. Si sentono i profumi dell'Andalusia e la regolarità delle costruzioni del nord Europa.
Non vi resta che farci un salto.
Ah, ovviamente le foto sono in vendita, per chi volesse avere un "paolametro" originale in casa. E non è roba da tutti i giorni.

Wednesday, October 25, 2006

Il mito della grande "T" (2° parte)

La mattina mi sveglio all'alba, intorno alle 7, e prendo la macchina per andare direttamente a piangere all'Ufficio Passaporti della Questura di Savona. Per strada ovviamente piove. Ma non cade quella sottile pioggerellina di inizio autunno. In autostrada diluvia. Infatti c'è un maxitamponamento, con 28 macchine coinvolte. Mentre sono bloccato in coda mi rendo anche conto di aver dimenticato l'ombrello a casa. Remi alla mano riesco ad arrivare fino alla Questura, che ovviamente è nella strada con più buche di tutta la Liguria. Un simpatico ometto col suo SUV dal quale non gli si vede neanche la testa tanto è piccolo, dicevo questo ometto col SUV mi passa a un metro e mi mette a mollo i jeans. Chissà, forse aveva visto quella macchiolina che mi ero fatto la sera prima. Troppo gentile e premuroso.
Appena arrivo allo sportello mi viene dato il numero del conto corrente sul quale fare il versamento per il rilascio del libretto. Mi rimetto in macchina e cerco un ufficio postale. Lo trovo, ma vista la distanza a cui ho parcheggiato facevo prima a non muoverla neppure, la macchina. Faccio il versamento e torno in Questura, passando dal via ma senza prendere le 20 mila lire perchè sono vicino alla prigione.
Questa volta allo sportello mi si presenta davanti un armadio con tanto di ante - due tettone tanto materne - e pomelli - i bottoni della giacca blu da poliziotta. Questo donnone mi chiede cosa voglio. Mi trattengo da chiederle una chiave del dodici e un bancale di mattoni refrattari, ma riconosco in quella dolce vocina la mefistofelica presenza che mi aveva risposto al telefono il giorno prima. Ancora una volta mi trattengo, ma questa volta dal dirle quello che penso di lei, della sua arrogante autorità e della sua ciccia che deborda dalla divisa come un budino quando lo schiacci nella vaschetta.
Poi inizia l'esame: nel giro di 20 secondi mi chiede tutte le scartoffie necessarie per il rilascio. Ed io, meglio che a Lascia o Raddoppia, gliele metto sul tavolo al volo. Richiesta in marca da bollo. TAC! Fotocopia del documento. TAC! Fotografia frontale, con sfondo bianco e tutti quei cazzi là. TAC! La spiazzo, la umilio. E mi dice che va tutto bene, che è tutto ok, che tra un mese abbondante avrò il mio passaporto. No, aspetta. Un mese? Nooooo.... Ok, carico la modalità "cane bastonato-Bambi a cui è appena morta la mamma" e con gli occhi lucidi (probabllmente per la pioggia che dalla testa fradicia aveva appena cominciato a colarmi sulla fronte) le faccio vedere la copia della prenotazione del volo per San Paolo. La donna di ferro non molla: "Accettiamo richieste di urgenza solo per motivi di lavoro o di famiglia". E archivia la mia richiesta in un armadio. Provo a dirle che sto andando in Brasile per trovarmi un lavoro - e magari chiedere asilo ad una sambatrice professionista - ma la cosa non attacca. Le propongo di allegare il biglietto aereo alla mia richiesta: non si sa mai, magari in preda ad un attacco di clemenza la mia domanda riesce "a passare sopra" di qualche posizione. Da buon attore, quando la voce mi si sta quasi per spezzare mi dice che il biglietto non si può allegare, ma tira di nuovo fuori la richiesta dall'armadio. La guarda, mi guarda. Io a questo punto ho gli stessi occhi giganti e lucidi dei personaggi dei cartoni animati giapponesi. Spiaccico un "per favore".
La matrona prende la mia domanda, la appoggia davanti a me, e in un angolo ci scrive una "T" maiuscola. In rosso, con un pennarellone che mi ricorda tanto le mie versioni di latino del liceo. Dopodiché mi dice: "Ok, è tutto. Provi a chiamare per sapere quando sarà pronto". Sono qui a chiedermi cosa vorrà dire quella lettera...

p.s. = la prima che mi viene in mente è "Te lo sogni che ti diamo il passaporto prima del 14 novembre".

Monday, October 23, 2006

Fantozzi viene giù dal paradiso (1° parte)

La settimana che precede la discussione della tesi ha iniziato a scorrere sotto i miei piedi come un tapis rulant (si scrive così?), senza riuscire a trovare l'interrutore per farlo andare più lento. Mi troverò presto a raschiare il pavimento con la faccia.
Questa mattina mi son svegliato presto, colto da uno sprazzo di amor proprio che mi ha fatto alzare prima dell'ora di pranzo. Mi sento indolente e scazzatello. Sarà per via del passaporto. Sì perchè per i pochi che ancora non lo sapessero, il mio viaggio in Brasile di un mese porca pupazza rischia di saltare perchè potrei non avere il passaporto in tempo. Ho cercato di fare il possibile, lo giuro. Ma quando da lassù qualcuno ti manda un vagone di sfiga addosso non c'è nulla da fare. Anzi, forse si potrebbe rinunciare pensando che sia un segno. Ad ogni modo tenetevi forte, la storia è ad alto coefficiente di sfiga.
La settimana scorsa - notare, un mese prima della mia parteza - vado in Questura qui in Alessandria per prendere la documentazione. Subito subito pago i vari bollettini, tasse e bolli, poi passo alla fototessera. E qui nasce il primo problema, seppur piccolo: in base alle nuove normative antiterrorismo, fare una fototessera adeguata è più difficile che vincere a Rischiatutto: deve essere di 4x4 cm, ripresa totalmente di fronte, con sfondo bianco neutro. Il viso non deve presentare ombre, neanche sul fondale (forse a questa gente manca qualche concetto fondamentale di fisica e di ottica...). Si devono vedere entrambe gli occhi e il loro colore, entrambe le orecchie, e il mento. Guai a sorridere!! Penso che Cartier Bresson avrebbe difficoltà a fare uno scatto simile. Il risultato è stato sconcertante: assomiglio a Bin Laden.
Fatta la foto sono andato in posta per fare il versamento sul conto corrente della Questura (ovviamente senza chiedermi dove finiscono tutti questi soldi, comprese marche da bollo e imposte inutili). Problema: per motivi fiscali non sono residente in Alessandria, quindi devo andare nella mia provincia di competenza per velocizzare la procedura. Altrimenti potrei non avere in tempo il passaporto per la partenza.
Senza imprecare neanche un minuto torno a casa e chiamo la competente Questura di Savona, dove mi risponde penso la moglie che Mussolini, Hitler e Stalin hanno avuto in comune per anni. Sembra un generale. E mi dice che da inizio ottobre si fanno solo più i passaporti elettronici, come quelli per gli Stati Uniti. Ci vuole un mare di tempo, perchè ci sono le macchine che li stampano, ma prima del 26 ottobre non iniziano a produrli. E io sono solo un numero in fondo ad una luuuuuuunga lista. Io le dico che ho un volo per San Paolo prenotato per il 14 novembre. E lei con la stessa calma serafica rispoonde che dovevo pensarci prima. Ci manca solo che si metta a muovermi degli insulti personali, tipo: "Soldato Palla di Lardo! Tu sei un rifiuto umano, non sei niente". Il suo fare militare mi ha annichilito.
Mi crolla il mondo addosso. Ma da buon italiano immanicato torno in Questura ad Alessandria, e provo a passare in tre diversi uffici precedentemente contattati tramite amicizie losche e massoniche. La risposta è sempre la stessa: ad Alessandria ci vuole troppo tempo, meglio andare a Savona. Ma a Savona c'è Pinochet...
Con l'ansia che può avere un passeggero di un aereo in picchiata verso il suolo me ne vado a dormire, ormai tentato a disdire il volo e rientrare di qualche euro.

To be continued...

Saturday, October 14, 2006

Hit the road, paolametro!

Uffa, io stasera voleva andare a mangiare il fritto misto alla piemontese. Quello con le foglie di salvia e menta fritte, con la mela e l'amaretto. Massì, pure i cervello e i polmoni, se capitano. Non il semolino, che "am piàs nenta". E invece è salato tutto. Così sono maldisposto verso il mondo. Quando mi si tocca il mangiare divento scorbutico. Vabbè, devo sforzarmi di cambiare argomento e rilassarmi.
Pensiamo al 3 novembre. Mi laureo! Hahaha, sto già bene. Quel giorno sarà speciale per due motivi. beh, primo perchè mi laureo e si conclude un capitolo importante della mia vita, con note e bilbiografia annesse. E pure qualche errore di battitura. Poi dopo quel giorno mi troverò davanti un'altra grande data, che per ora è ancora da definire ma che sarà probabilmente il 15 o il 16 novembre. Destinazione Brasile, per un mese intero. "Ordem e Progresso". Che poi non sono altro che le parole scritte su quella famosa striscia al centro della bandiera carioca. Mi sto piano piano informando sul paese, sulla sua cultura e sulle inimmaginabili bellezze che si possono trovare in un unico stato grosso quasi 30 volte l'Italia, ma che conta "soltanto" 180 milioni di abitanti, il triplo di noi. Non sto più nella pelle, e continuo ad aggiornarmi con Maria, la mia amica brasiliana che ci farà da guida quando arriveremo là. Per ora leggo, leggo e leggo. E dal buon malato di informatica mi faccio dei viaggi assurdi con google earth, alla ricerca dei posti da visitare.

Tornando alla mia laurea e alla mia tesi, eccovi una sorpresina. Cosa fare ora che il vento si fa sempre più pungente, e ti costringe ad alzarti il bavero e rifugiarti in casa al caldo? Ma leggere la tesi di paolametro, no!?!?! Eccovi qui, accontentati... Non spingete, ce n'è per tutti. Basta cliccare qui, scaricare e leggere.

Scherzi a parte. Se a qualcuno interessa, liberissimo di scaricare e leggere. Io vi avverto, però: sono 240 pagine. Ci sono anche delle foto, in compenso: come poteva essere altrimenti?
Un ultima richiesta. Chi si vuole scaricare il file può lasciarmi un commento? Così, per sapere quali sono i matti che mi circondano...

Ok, ho finito. Mi ascolto ancora un po' dell'ultimo disco di Bob Dylan poi esco. E stasera non mangio il fritto misto, porcaccia. Ogni altra cibaria mi rimarrà sullo stomaco, me lo sento. E mi innervosisco. Vorrà dire che dovrò devastarmi già dall'aperitivo. Così, per non sentire il languore.

Rollin' and Thumblin' - Modern Times - Bob Dylan

Thursday, October 12, 2006

Mettitetevi comodi, sarà un post lungo

Le cose non sono andate proprio come immaginavo. Eh già, se ti prepari già tutto in testa poi finisce che rimani fregato. O magari no, vanno meglio di quanto ti aspettassi.
La foto che vedete qui a fianco, che mi ritrae nella più ebete delle espressioni, vi farà già capire la cosa fondamentale di questo post: ce l'ho fatta. Tutto finito, almeno per quanto riguarda l'impresa che si prospettava più difficile, ovvero la consegna del tomo. Così capirete anche come mai per due settimane non mi sono più fatto vivo da queste parti.

Una volta consegnata la tesi in presidenza - in cui sono andato in giorno di chiusura, ma per fortuna dopo essermi spacciato per un pendolare ligure mi hanno aperto lo stesso - ci sono volute due settimane per conoscere il giorno della discussione. Nel frattempo per trovare risposta ai miei mille quesiti esistenziali sono salito in macchina alla ricerca di un luogo di conforto spirituale. Siamo alla fine di settembre. Dopo 600 km, metro più metro meno, mi sono accorto di essere arrivato in piena Baviera. Toh, c'è Monaco. Ma guarda un po' c'è anche l'oktoberfest. Là non ho scoperto quando mi leureerò, ma in compenso ho potuto assistere alle più lampanti manifestazioni della fratellanza tra popoli di culture ed etnie diverse (qui a sinistra un simpatico crucco durante un momento di riflessione). Tutti amici, ponti a scambiarsi pacche sulle spalle e cantare in coro a squacriagola. Ovvio, eravamo tutti belli pienotti. E per tutti intendo migliaia e migliaia di uomini e donne di tutte le età. Molti tedesconi e austriaci indossavano i costumi della baviera e dell'altoadige, come il nostro Franz qui a fianco. Un po' come quelli di Heidi: calzettoni di lana, pantaloni di feltro e camicia a scacchi dentro le braghe, rigorosamente con bretelle e cappello caratteristico.
Ho conosciuto un sacco di ragazzi italiani. Ho cantato con loro e con altre decine di persone l'inno di Mameli e il tormentone dei mondiali - po po po po ro...
Il conteggio dei boccali di birra - in vendita unicamente da un litro, per non sbagliarsi - non lo voglio fare perchè il mio stomaco si sta ancora lamentando sonoramente. L'esperienza però è valsa i soldi spesi.

Una volta tornato a casa in condizioni più che accettabili la snervante attesa si è impossessata delle mie giornate, ormai passate con la speranza di sapere la data della discussione. Attorno a quel numerino ruotavano parecchi impegni, come la cena dopo la laurea e la mia parteza per il viaggio premio in Brasile. L'altro ieri mi ha chiamato la decente per darmi in anteprima la buona novella: discuto venerdì 3 novembre alle 9 del mattino. Perfetto, subito dopo aperitivo annichilatore a Torino e il giorno successivo cena molto eno e altrettanto gastronomica con gli amici. Ovviamente chi volesse essere presente il giorno della discussione sarà i benvenuto.
In mezzo, ieri e oggi, sono successe un mare di cose: matrimoni, pulizie, ipocrisie della classe politica italiana e stranezze da terzo millennio. Ma il post è già abbastanza prolisso. Ne parleremo un'altra volta. Ora sta per cominciare DragonBall.


P.S. = Per chi mi ha detto che non era riuscito ad inserire un commento non essendo registrato, ho fatto una prova e tutto funziona. Basta solo mettere come tipo di utente "anonimo".