Thursday, April 13, 2006

Mare profumo di mareeeee

Superare lo scoglio della fatidica "prima pagina" è stata l'impresa più difficile da sei mesi a questa parte, lo ammetto. Senza rendermene conto mi sono portato avanti col tempo, evitando di dover scrivere le prime e più pesanti parole della tesi attraverso i più disparati metodi. A parte scrivere inutili schemini e mettermi le dita nel naso per giorni e giorni, prima o poi mi dovevo rendere conto di quale raggiro mi stavo autoinfliggendo. 
Preso il coraggio a due mani - dopo essermi pulito dai detriti del naso - ho riscritto il primo paragrafo per una dozzina di volte, perdendo un pomeriggio intero. Ma alla fine la nave ha levato l'ancora e mi trovo in mezzo al mare. Un po' spaesato, ma la voglia di mollare gli ormeggi era tale che non mi spaventa neppure il fatto di non riuscire a terminare in tempo per giugno. Beh, certo se ce la facessi... Comunque, l'eterno indeciso che dimora nelle mie parti alte - in quelle basse stanno altri inquilini ben più indisciplinati - mi ha fatto segnare pagina 20 su quel triste e spoglio documento di word, che a mano a mano inizia a prendere forma e considerevole sostanza.
Amici miei, domani altra giornata che mi farà amare il mio lavoro. Armato di telecamerina portatile mi tocca essere ad Arenzano per un qualche cosa in cui centr la Provincia. Beh, io me la godo, almeno in questi momenti. Anche perchè da sabato inizia l'incubo Fiera di San Giorgio. Quella che ormai da 402 edizioni è la farsa meglio riuscita e più pagata del globo, vedrà la mia tv tra gli stand espositori. E, ovviamente, l'editore ha deciso di dispiegare i maggior numero di forze possibili. Io sarò tra quelle, e non avrò un attimo di tregua. Lavoro di giorno, mitica fiera di sera. Se a Pasqua non sapete che fare, portatemi due arance.

Wednesday, April 05, 2006

E Paolo gonfia la rete, gonfia la rete!

Ieri sera il godimento, a Milano a vedere il Milan a San Siro. Orecchie che ti fischiano dalla veemenza dei cori. 80 mila persone che colorano la serata. Le gradinate delo stadio tremano, io smanaccio nell'aria ad ogni goal.
Oggi a lavoro ho potuto assistere ad un intervento del Presidente del Senato, Pera, ad Alessandria. Nella sacrestia del Duomo, si ricorda la resa delle truppe austriache il 28 aprile 1945, divenuta realtà grazie all'intercessione di alcuni preti alessandrini, che seppero moderare un difficile dialogo tra i partiani cittadini del Comitato di Liberazione e le truppe naziste, asserragliate in città e sulorlo di commettere una qualche sorta di strage pur di non cadere nelle mani delle truppe alleate che incalzavano. Non mi curo se è Pera è un "mangia bambini bolliti" o un "attizza coglioni". Lo so, lo conosco sia come uomo che come scrittore-docente. Una personalità forse troppo intransigente, di sicuro di quella severità e rigorosità che si confà ad un uomo così vicino all'attuale Papa. 
Signori, lascio fuori dalla porta ogni giudizio di merito e mi limito a rimanere spiazzato da quanto siamo lontani da personalità del genere, di una preparazione culturale e storica fuori dai canoni. 
Mi sento in fasce, vorrei sgusciare, scartare un paio di ostacoli e gonfiare la rete. 

Tuesday, April 04, 2006

Pensiamo a dar fiducia ai giovani, anzichè tagliare ICI e cazzi vari

L'ormai consueta pausa pranzo a base di righello, matita e carta fotocopiata mi scivola addosso come se senza di lei mi sentissi spaesato. Alessandria sembra seduta su una panchina, in attesa che gli eventi dei prossimi giorni cambino almeno il più piccolo degli ingranaggi che fanno ruotare le vite di ognuno di noi. Le elezioni sono alle porte, ieri sera i due signori si sono scambiati battute più o meno colte, hanno sciorinato pezzi di buongoverno e promesse da marinaio. Insomma, sono rimasti in pochi ad avere fiducia. Anzi, la fiducia possiamo dire di averla persa definitivamente, perchè ognuno di noi, anche il più distratto, è consapevole ormai che dietro questo teatrino della politica in scena ormai da troppo tempo ci sono forze e scenari che nessuno può immaginare. Se solo uno ci prova, gli viene mal di testa. La speranza di poter capire il perchè di ogni singla mossa politica si sfracella contro quella giungla di compromessi, sotterfugi, mezzi sorrisi e doppi giochi che anche un pivellino come me riesce ad intuire. Intuire, appunto. Ma capire no. E allora o si spera, ed è quello che stiamo facendo un po' tutti, oppure si finisce col ritrovarsi a parlare di argomenti che mai potranno essere compresi ai nostri poveri occhi. Solo chi è al'interno degli ingranaggi li lubrifica. Gli altri devono sperare che tutto funzioni alla meno peggio, facendo le loro più colorate ipotesi si questo o su quell'altro. 

Io decido di tornarmene sulla terra, mi guardo attorno e noto con sorpresa che la piccola carognetta che mi stava appesa sulle spalle se n'è andata. La carogna si era adagiata sulle mie erculee spalle quando non ho più ricevuto una risposta alla mail inviata ai capoccia dell'azienda in cui lavoro, che dopo avermi proposto un contratto pressochè da fame si arrogano pure il diritto di far finta di niente per settimane, prolungando la firma. 
Bene, direte voi, ora che non sei più triste starai meglio. No. Qui sta il brutto. Adesso mi sto davvero incazzando. Non permetto, anche se so perfettamente di essere "l'ultima ruota del carro", di mancarmi di rispetto e di educazione in questo modo. Aspetto ancora oggi, perchè sono un signore, poi chiedo spiegazioni di un trattamento tanto irriverente nei miei confronti.
Si levino le spade. Il maggiordomo intanto si sta avviando alla porta col mio capotto in mano.