Friday, November 24, 2006

Altre latitudini

Mi prendo qualche minuto per allietare gli audaci avventurieri che da queste parti riposano le loro stanche membra, per raccontare loro come prosegue il mio viaggio in Brasile. Sono giá ad un terzo della vacanza, e come nei libri piú avvincenti il finale arriva subito, mangiadosi tutte le pagine del racconto con voracitá.
Dopo qualche giorno a San Paolo siamo andati nel Pantanal, una pianura alluvionale nel cuore del Mato Grosso do Sul, percorrendo piú di 1000 km. La nostra base era a Bodoquena, un villaggio cittá come se ne vedono nei reportage fotografici del "vero" brasile. Strade di terra rossa e polvere, bambini che giocano per la strada con la loro bicicletta e adulti che dispensano saluti e sorrisi solo a vederti. Abbiamo viaggiato verso Bonito, dove ci siamo immersi in fiume dalle acque limpidissime, con 40 metri di visibilitá, per fare quella che qui viene chiamata flutuaçao. Siamo poi andati al confine con la Bolivia, a Corumbá, dopo aver percorso 170 km su una strada strerrata tutta buche e sassi. Siamo stati nelle paludi del Pantanal, dove puoi vedere a pochi metri fiori e animali incredibili, da mozzare il fiato: jacares, tuiuiu, capivara e molti altri. Per ultimo grazie a Renata abbiamo potuto visitare un asentamento (accampamento) di sin terra, il movimento degli agricoltori che da parecchi anni reclama la riforma agraria in Brasile. Questi lavoratori della terra hanno occupato molti territori fertili per stabilirsi e vivere lontano da tutti, coltivando anche grandi distese di terra per il sostentamento della comunitá.
Tante piacevoli chiaccherate con Nic e Lucio, ottimi compagni di viaggio.
Avrei tante cose da raccontare, ma ora ho voglia di farlo con qualche fotografia e non con le parole. Sono molto stanco, sono le 2 del mattino e domani mi aspetta un'altra giornata indimenticabile. Per entrate anche un po' voi nel mio viaggio, cliccate qui:
pantanal01
pantanal02

in piú vi regalo una bonus track, ovvero gli scatti della serata passata al Samba, locale paulista nel quartiere Vila Madalena, dove un gruppo di musicisti con gli attributi ha fatto muovere il fondoschiena a un centinaio di persone o forse pi'u, accompagnati da fiumi di birra. Gaurdate qui: samba!

buona visione a tutti, buona notte e buona giornata. Il vostro paolametriño vi abbraccia anche dall'altro emisfero, dove il sole batte alto a 35 gradi e la lingua di casa diventa sempre meno ostile.





paolametriño du Brasil

Friday, November 17, 2006

Ci sono, batto un colpo

Mezzo ubriaco ma con tanta voglia di raccontare. Siamo arrivati in Brasile. Il viaggio e stato lunghissimo ma ne e valsa la pena. Ora stiamo a casa dei cugini di Maria, la mia amica brasiliana.
Stiamo vivendo la vita brasialiana, qui a San Paolo, ma stiamo prgettando escusioni e viaggi per quanto ci sara possibile. (non dimentico gli accenti, é che la tastiera é quella inglese e quindi é piú difficile metterli) Il Brasile é immenso, penso che potrebbero volere mesi a visitarlo tutto. Avendo a disposizione due guide "indigene"! stiamo facendo la vita dei paulistani, ovvero visitiamo le zone piú caratteriustiche e tralasciamo gli itinerari piú battuti dai turisti. Nel weekend probabilemte andremo nel Pantanal, una immensa pianura alluvionale che dista quasi 1000 km da qui. Ho letto che in quel posto ci sono specie di animali, di fiori e paesaggi che non esistono in nessuna altra parte del mondo...
San Paolo é magica. A parte l'enorme popolazione, quasi 18 milioni di abitanti, e l'immensa area su cui si estende, sembra essere un crocevia di etnie e stili di vita completamente diversi: favelas, residenze da paperone, mneri, bianchi, orientali e africani. Ne sono rimasto affascinato, e ogni angolo che giro mi porta a strabuzzare gli occhi. Girare nel centro con la macchina fotografica é difficile, perché la criminalitá é molto alta e gli assalti ai turisti frequenti. Ma per il resto, con un poco di accortezza, ci si puó godere questa meraviglia del mando al massimo.
Starei qui a scrivere per ore, ma la giornata é stata lunga e gli occhi mi si chiudono. Complici anche le chopps (birre alla spina) bevute nella giornata, e il vino che Lucio ci sta offrendo ormai da un paio d'ore.
Proviamo con qualche foto, magari rende l'idea.

paolametriño du Brasil

P.S. = ho tolto le fotografie dal post perche molti di voi mi hanno detto che impallavano il browser! Per rivedere quelle e altre nuove cliccate qui: sampa01

Monday, November 13, 2006

Si chiude per ferie

Sapevo che non ce l'avrei fatta. Tutte le microcazzate da sbrigare prima della partenza mi hanno tenuto lontano dal muro nero e dal photoalbum. Beh, vorrà dire che appena torno vi beccherete sia le foto del Brasile sia quelle precedenti.
Questa sera a mezzanotte finalmente parto. Sono0 abbastanza teso, questa volta. Non ho mai viaggiato così tanto in aereo, eppoi la mia indole mi porta sempre inconsciamente a trovare qualcosa che non deve girare per il verso giusto. Sandy dice che succede perchè da solo non riesco a concepire che una cosa possa essere perfetta. Ed ha ragione. Cioè, se guardo da fuori, ad esempio, questa situazione, tutto è limpido e cristallino. Mi sono appena laureato, arrivo da due settimane di festeggiamenti, i miei amici mi hanno dato un sacco di dimostrazioni di affetto, ho Sandy che mi fa stare da Dio, sto per partire per un mese in Brasile, quando torno sarà Natale, e così via..... Eppure io cerco sempre qualcosa che non va. Il bagaglio è troppo pesante, il volo dura un sacco, non troverò mai un lavoro soddisfacente.... e via dicendo. Ah, le zone buie dell'animo umano!

Comunque sono qui per salutare, per darvi un bacetto sulla fronte a ognuno. Arrivederci a tra un mese. Questa volta, a differenza dell'anno scorso a Dublino, non so quanto riuscirò a scrivere sul muro nero dal Brasile. Non so nulla a dire il vero. So solo che arriverò a San Paolo domani alle 7 di sera e dovrò contattare una cugina di Maria, la mia amica brasiliana, che forse ci ospiterà per un poco. Eppoi basta. Ma terrò tutto scritto religiosamente sul quadernetto che mi sono comprato oggi in centro. Il moleskine, alla Hemingway e Picasso. Vedi mai che mi dia l'ispirazione.
Mi entusiasma come cosa. Sarà la solita proverbiale "vacanza indimenticabile". Poi sono con Nic, che sicuramente sarà un ottimo compagno di viaggio, uno che sia adatta a tutto e che non si lamenta mai.

Bene, allora tutto è pronto. Mi sento un po' triste a lasciarvi da soli per un mese intero. Siete sicuri che avete preso tutto? Le medicine, la sciarpa? E mettetevi la maglietta della salute, mi raccomando.

Chiudo con una foto della cena per la laurea di Nicola di sabato scorso, per ricordarvi della mia testa pelata-rasata e della mia faccia di tolla.



Un abbraccio

Friday, November 10, 2006

Gioite bambini di tutte le età

Lo so, di cose da dire ce ne sarebbero tante altre. Dovrei raccontarvi della mia cena di laurea, ma anche della capigliatura che ormai da un settimana mi porto dietro. Più di ogni altra cosa ho con voi ancora un bel "gobbo": da quando sono andato a budapest non vi mostro più le foto che faccio. Se penso che di mezzo ci sono stati anche l'Oktoberfest di Monaco e le due lauree mi viene da piangere: saranno ancora circa un migliaio di scatti inediti. E io vorrei farveli vedere. Però il tempo manca. E la mia demenza avanza con foga. Per cui vi mostro fiero uno scatto di questa mattina. Località: Finale Ligure


No, non sono diventato matto tutto d'un colpo. Se aguzzate la vista vi accorgerete di ciò che tengo stretto in mano. Altrimenti vi aiuto io



Si, quello un po' sfocato (Sandy ha fatto del suo ma la mia macchina è un po' ostica...) è il mio passaporto nuovo fiammante. Appena ritirato all'Ufficio Anagrafe del Comune. Ieri sera assieme a mio padre (a proposito, è grazie ai suoi "ganci" se ora ce l'ho tra le mie mani) abbiamo telefonato per sapere se era pronto. E' venuto fuori che il mio passaporto giaceva già da 9 giorni all'ufficio Anagrafe dopo che la Questura di Savona aveva provato a recapitarmelo direttamente a casa a Finale. Solo che non avendo trovato nessuno lo aveva consegnato in Comune. E pensare che noi per scaramanzia non aveva chiamato prima di ieri. Ieri quando mi hanno confermato che era proprio il mio passaporto, al telefono sembravo Totò Schillaci ai mondiali di Italia '90, con quella faccia da scugnizzo che è entrata negli annali. Ora ho pure i capelli uguali a lui (sigh...)

Beh, ora non vi tedio più. E sopratutto mi devo sbrigare perchè devo andare a cena fuori, e ovviamente sono in ritardo. Ma non potevo non raccontarvi come si è conclusa la mia avventura. Ora sento Castelceriolo un po' più lontano e Copacabana decisamente più vicina. Martedì si parte.

Per scrivervi delle mie altre avventure spero di trovare tempo nel weekend. Anche per le foto, ovvio. Voglio pubblicarne un sacco, visto che poi quando sarò via temo di non riuscire a dedicare molto tempo al muro nero (che nel frattempo, per chi ha notato, si è sbiadito un po').

Ancora grazie a chi ha tifato per me in questi giorni di attesa. E un bel ditaccio medio a chi invece ha gufato. Tiè!

Ciao a tutti................... No, un attimo! Ma allora che cosa voleva dire la "T" scritta in rossa sulla mia richeista di rilascio del passaporto?!?! A questo punto penso di esserci vicino: "Te lo portiamo a casa il tuo passaporto, stattene tranquillo..."

Monday, November 06, 2006

Il sorbetto prima del secondo piatto

Ecco, allora... come dire... Anzitutto è stato un weekend mooolto impegnativo, anzitutto dal punto di vista gastronomico. E poi anche estetico. Beh, c'è stata la mia cena, i regali, un altro pranzo e poi oggi la discussione della tesi di Nicola. Un mare di cose davvero. E poi tra poco devo uscire per andare a giocare, poi stasera a fare delle foto. Insomma, se pensavo di rilassarmi un poco dopo la tesi mi sono sbagliato di grosso.

Di tutto quello che ho fatto nel weekend e nell'inizio settimana avrò modo di parlare nel prossimo post. Qui vorrei invece lanciarvi l'amo per assaggiare la spiegazione del perchè la mia estetica è stata così vivamente messa in gioco...
Un po' Warhol, un po' pop art. Se notate qualcosa di strano non ridete, please. E' stato fatto tutto contro la mia volontà. Giuro.

Saturday, November 04, 2006

Cronaca di una giornata NON come tutte le altre, ovvero quella in cui mi sono laureato

Me ne sono partito presto, da solo, in macchina. I genitori e gli amici al seguito, più tardi. Per la prima volta nella stagione le temperature mi ricordavano che l'inverno è vicino. Stesi cappotto e giacca sul sedile posteriore, mi son messo in viaggio qualche minuto prima delle sette.
Adoro arrivare quando tutto ancora tace. La Sala Lauree era ancora chiusa, e nessuno degli altri laureandi era lì. Qualche minuto prima delle nove cominciano ad arrivare tutti, docenti e studenti. La carovana al mio seguito invece no, è partita in ritardo. Come sempre.
Dal nulla spunta fuori la voce che potrei passare per primo, visto che il mio co-relatore è esterno alla commissione di laurea e quindi potrebbe chiedere di passare subito.
Arrivano i primi due amici, poi al seguito gli altri.
Alle nove e mezza mi chiamano in Sala Lauree. Sono il primo. Non ho neanche il tempo di rendermene conto che già sto esponendo il mio lavoro. Dopo un breve richiamo per essere più stringato - vedi mai che non mi mettessero fretta anche il giorno della discussione! - ho già concluso la mia breve esposizione. Relatrice e co-relatore elogiano il mio lavoro e i suoi punti di forza.
Esco. Ma non mi rendo conto di nulla. Tante persone che mi fanno i complimenti, io che ringrazio e giro su me stesso come una trottola. Suona la campanella. Azzo, ma allora proclamano subito!!! Entro nella Sala Lauree, e ancora mentre sono a metà della stanza il presidente inizia la solita frase di rito, che fa più o meno così:
"Questa commissione ha valutato la sua tesi e il suo percorso accademico e le conferisce il voto di 108 su 110. Per i poteri conferitimi dal Rettore dell'Università la dichiaro dottore magistrale in Scienze della Comunicazione.
Stretta di mano istituzionale con tutta la commissione. Il presidente sorride, la mia relatrice non trattiene un po' di emozione, e il professore a cui ero legato e che più stimavo tra tutti mi fa un sorriso ammiccante di soddisfazione.


Esco dalla Sala Lauree che sono dottore. Ho finito. Sono solo le dieci. Però cazzo ho prenotato l'aperitivo all'una. Ecco in questo lasso di tempo si concretizza la mia fine. La mia fine fisica.
Appena uscito dall'aula il favone mi piazza in mano una bottiglia. E mi dice che la devo finire tutta. Da solo. Al primo sorso mi rendo conto che è moscato. Al secondo capisco che è buono, e per fortuna non uno di quei vini da 69 centesimi all'Esselunga. Al terzo sorso sento che è fresco e frizzantino. Al quarto capisco che è troppo fresco e dolciastro, non riuscirò mai a finirlo.


Esco da Palazzo Nouovo e sono quasi a metà bottiglia. Non so come ho fatto. Non ho ricordi molto nitidi... Gigi mi piazza in mano una seconda bottiglia, che esaurisco quasi tutta a modi Gran Premio di Formula Uno, spruzzandola sulle anime pie che stanno entrando per andare a lezione.
Poi, sempre con la mia fida compagna in mano, passiamo alle foto di rito con famigliari e amici.


I miei genitori capiscono che la cosa di lì a poco si farà impegnativa. Mio padre mi si avvicina e mi dice: "Magari bevici qualcosa sopra tutto quel vino". Pa e Ma ci lasciano e tornano a casa, complimentandosi ancora.
Noi decidiamo di trasferirci a far colazione in un bar nelle vicinanze. Prima di entrare finisco la bottiglia di vinello sincero. Ho praticamente la nausea tanto era dolciastro.
Entriamo nel bar e tempo zero mi ritrovo ad ordinare una bella Tennents Super, birretta da 9°, da accompagnare alla brioches salata che ho preso per "fare tappetino". Scolo metà birretta al buio. Sono le 10,30, aiuto. Sandy si alza dalla sedia e brandendo la matita per gli occhi, mi incide la fronte


Finita la colazione (?!) il rito. Ehi, sono 6 anni che mi viene negato dalle leggende universitarie di salire sulla Mole. E allora perchè non andarci il giorno della laurea?!!? C'è una coda interminabile, e ci mettiamo un sacco. Nel frattempo io sono già bello e ubriachello, e la gente in attesa di salire in cima guarda me e il numero che ho tatuato sulla fronte con circospezione.
In cima la splendida giornata ci restituisce una Torino incredibile, mozzafiato


Gli amici iniziano già a tenermi un po' a freno, perchè l'alcol sta prendendo la sua parte di me


Finalmente si è fatta l'ora di andare a prendere un bell'aperitivo in Drogheria, in Piazza Vittorio. Ci hanno preparato una saletta tutta per noi. E iniziano a portare carriolate di roba da mangiare, innafiando tutto con un buon arneis prima e con dei cocktails ammazzalaureati dopo... Inizio a barcollare, ho anche un ciondolo di gomma con Titti appeso all'orecchino, ma la felicità rimane tantissima e non mi sembra vero di aver finito.


Purtroppo il favone ci deve lasciare per andare a lavoro. Ma al suo sprone a bere si sostituisce degnamente quello di wizzy, appena arrivato anche lui dall'ufficio. Finisco il negroski (negroni con la vodka) fattomi preparare con amore dal fava, che ecco il buon fabietto recarmi in dono un long island. Che odio. Che amici, davvero delle persone splendide.


Wizzy mi ha portato un dono, come babbo natale e la befana. Che dolce che è. Una bella scatola di sigarozzi cubani. Totali. Si parla ancora per un bel po'. Fino alle 4, più o meno. N el frattempo faccio anche una capatina in bagno a dir due parole alla tazza del cesso. Voci attendibili dichiarano di aver visto la mia faccia assomigliare a quella delle ninja turtles, sul verde pisello (ma di questo non ho foto, sorry).
Ce ne usciamo, mi accendo il buon sigaro


E si sale in macchina. Sandy, angelo sceso dal cielo, si propone per guidare. Nè Nicola, ne Gigi, nè mio fratello, nè tantomeno io siamo in grado di farlo.

Alla sera una buona cena con minestrina. Un salto in un locale del centro per due parole e poi a nanna.
E' stato tutto perfetto, come sognavo. C'erano la mia famiglia e i miei amici. Hanno patito e gioto con me. Grazie a tutti, di cuore.
paolametro





...E tra poche ore sotto con la cena....