Wednesday, April 25, 2007

Deve solo schiacciare sul pulsante grigio e fa da sola

Che c'è di meglio di una serata a casa? spaparanzati sulla sedia della cucina, con la semifinale di Champions alla tv. Il provvidenziale portatile mi segue e mi invita a dare fondo a tutte le scorte di foto che non ho ancora messo sul sito.

1 aprile, giorno dedicato all'ittica amatoriale. Assieme ad alcuni amici appassionati di foto siamo stati contattati da due giovincelli, meglio noti come i Figli di Gilles. Loro appasisionati di musica e di vinile, noi di fotografia. Per diverse settimane si è parlato di come fare una commistione di questi due oggetti. Poi l'idea di creare un set fotografico live. Due faretti da muratore, polistirolo, pannelli diffusori fatti con la carta da forno e un paio di scale. Un investimento di poche decine di euro, con la necessaria connivenza di un locale in città che ospitasse l'evento. L'idea non si limitava solo a scattare delle foto. non avrebbe attirato l'attenzione non potersi vedere. Una volta scattate le foto, con l'aiuto di un computer portatile si è deciso di proiettare a rotazione tutti gli scatti.
Così è nato "Amici dei Figli di Gilles: ritratti al naturale e all'olio d'oliva".
Solo dopo aver scattato la prima session di foto ci siamo resi conto che la cosa funzionava davvero: i nostri soggetti improvvisati aspettavano di vedersi su un telo bianco tutto spiegazzato.
La selezione delle foto migliori è disponibili nel mio photoalbum, nella cartella "DiNoiTre-Ritratti al naturale".
Un ringraziamento alla gestione del circolo "Di Noi Tre" di via Plana, ma sopratutto ai figli di Gilles, a Nicola e a Susanna.
Ecco la classica "foto di gruppo", con tutti gli autori dell'evento.


Il buon Dio ha fatto apparire un'altra nuova cartella nel photalbum. Contiene tutti i lavori fatti in occasione del corso di fotografia che ho iniziato già da più di un mese. Che dire: è il primo corso di foto al quale partecipo, e mi sta insegnando parecchio. L'insegnante, Maurizio, è geniale, già solo perchè ha passato la vita a fare foto. Anche quando, all'inizio, l'unico modo per fare ciò che gli piaceva era imbarcarsi sulle navi da crociera a scattare foto ricordo a ricchi papponi davanti alla sfinge o alla muraglia cinese. Tutto questo per sette anni, se non sbaglio.
Mi sto anche affezionando ai miei compagni. Anche se, se non fosse stato per gli argomenti trattati, alle prime lezioni mi sembrava di andare a quelle rioniuni per alcolisti anonimi che si vedono nei film. Sale asettiche, con luci al neon e vecchi computer ammassati sulle scrivanie, e una decina di persone che non conoscono neppure il nome di quello che gli sta vicino, ma che sono lì per lo stesso identico motivo.
Poi, per fortuna, si passa a parlare di tempi e diaframmi.

Friday, April 20, 2007

Tre dozzine

Per chi c'era o semplicemente per chi ha voglia di dare una sbirciata, ho messo nel photoalbum le foto del pranzo di pasquetta. Ho scelto 36 scatti, anche se ce n'era qualcuno di più. 36 a mo' di rullino.
A Pasquetta, pasto onesto e poi svacco bucolico nel prato a guardare i bambini che giocano coi genitori, buttando lo sguardo su qualche fidanzata gnocca, i quali fidanzati fanno i gadani tra di lor per vedere chi è più bravo a palleggiare col supertele.

Foto simbolo:


P.S. = Ai gentili ospiti e amici che hanno collaborato spontaneamente al live set fotografico al "di noi tre": non disperati cari, le foto arrivano...

Dal diario di Truman (quello dello Show)...

Ci sarebbe abbastanza carne sul fuoco per rifugiarsi in qualche tesi complottista o ricavare un'insana storia di grandi fratelli e marziani che ti spiano.
Partiamo da un post di qualche tempo fa, e precisamente questo: Tu guarda quei sedentari dei cugini di campagna.
Ancora titubante sulla risposta alla domanda posta in fondo al post, qualche tempo fa sono tornato a Finale per un weekend di relax prima che la città venga invasa da donne incinte e nonni coi nipoti traboccanti di focaccia e bustesorpresa.
Prima di arrivare nell'ormai "solita piazzetta", quella da cu scattai entrambe le foto di prima, scommetto con me stesso nella mia mente (gioco d'azzardo estremo): "vuoi vedere che il bob marley-cugino di campagna è di nuovo lì seduto?

Scavalco un paio di tricicli, soprasso due palme, e arrivo nel punto. Scatto una foto: questa.
Mi passo i soldi da una tasca all'altra, per la scommessa vinta.Ma subito mi coglie il panico. "Ma perchè quest'uomo è sempre seduto nello stesso punto da due anni?? Ma dorme lì? Perchè ha sempre la stessa maglia?". No, tutto questo non può essere reale. Allora ecco la soluzione: è una statua. Si si, tipo uno spaventapasseri, solo che lui è messo lì da chissà quanti anni per fare da sfondo a instancabili fotografi che voglio mettere una figura nei loro scatti. A guardarlo bene sembra un soffione. Anzi no, un cotton fioc di quelli piccoli per i bambini.
Allora mi avvicino, gli passo di fianco. Si muove! E' vivo! Tira fuori il telefonino e inizia pure a parlare. Mi metto davanti e, con fare furtivo un po' da Robert Capa e altrettanto da ispettore Gadget, tiro fuori il mezzo e lo fulmino: foto

Siccome si è accorto della foto e pare non abbia gradito, ho evitato di porgli pure tutte quelle domande che mi assillano. Ma state sicuri che la prossima volta a Finale so dove andare appena sceso dalla macchina. Ora è una sfida tra me e lui. Non avrai vita facile, mezzuomo con i capelli cotonati.

Monday, April 16, 2007

Set retrò

In attesa di trovare l'altra parte di me stesso