Deve solo schiacciare sul pulsante grigio e fa da sola
Che c'è di meglio di una serata a casa? spaparanzati sulla sedia della cucina, con la semifinale di Champions alla tv. Il provvidenziale portatile mi segue e mi invita a dare fondo a tutte le scorte di foto che non ho ancora messo sul sito.
1 aprile, giorno dedicato all'ittica amatoriale. Assieme ad alcuni amici appassionati di foto siamo stati contattati da due giovincelli, meglio noti come i Figli di Gilles. Loro appasisionati di musica e di vinile, noi di fotografia. Per diverse settimane si è parlato di come fare una commistione di questi due oggetti. Poi l'idea di creare un set fotografico live. Due faretti da muratore, polistirolo, pannelli diffusori fatti con la carta da forno e un paio di scale. Un investimento di poche decine di euro, con la necessaria connivenza di un locale in città che ospitasse l'evento. L'idea non si limitava solo a scattare delle foto. non avrebbe attirato l'attenzione non potersi vedere. Una volta scattate le foto, con l'aiuto di un computer portatile si è deciso di proiettare a rotazione tutti gli scatti.
Così è nato "Amici dei Figli di Gilles: ritratti al naturale e all'olio d'oliva".
Solo dopo aver scattato la prima session di foto ci siamo resi conto che la cosa funzionava davvero: i nostri soggetti improvvisati aspettavano di vedersi su un telo bianco tutto spiegazzato.
La selezione delle foto migliori è disponibili nel mio photoalbum, nella cartella "DiNoiTre-Ritratti al naturale".
Un ringraziamento alla gestione del circolo "Di Noi Tre" di via Plana, ma sopratutto ai figli di Gilles, a Nicola e a Susanna.
Ecco la classica "foto di gruppo", con tutti gli autori dell'evento.

Il buon Dio ha fatto apparire un'altra nuova cartella nel photalbum. Contiene tutti i lavori fatti in occasione del corso di fotografia che ho iniziato già da più di un mese. Che dire: è il primo corso di foto al quale partecipo, e mi sta insegnando parecchio. L'insegnante, Maurizio, è geniale, già solo perchè ha passato la vita a fare foto. Anche quando, all'inizio, l'unico modo per fare ciò che gli piaceva era imbarcarsi sulle navi da crociera a scattare foto ricordo a ricchi papponi davanti alla sfinge o alla muraglia cinese. Tutto questo per sette anni, se non sbaglio.
Mi sto anche affezionando ai miei compagni. Anche se, se non fosse stato per gli argomenti trattati, alle prime lezioni mi sembrava di andare a quelle rioniuni per alcolisti anonimi che si vedono nei film. Sale asettiche, con luci al neon e vecchi computer ammassati sulle scrivanie, e una decina di persone che non conoscono neppure il nome di quello che gli sta vicino, ma che sono lì per lo stesso identico motivo.
Poi, per fortuna, si passa a parlare di tempi e diaframmi.
1 aprile, giorno dedicato all'ittica amatoriale. Assieme ad alcuni amici appassionati di foto siamo stati contattati da due giovincelli, meglio noti come i Figli di Gilles. Loro appasisionati di musica e di vinile, noi di fotografia. Per diverse settimane si è parlato di come fare una commistione di questi due oggetti. Poi l'idea di creare un set fotografico live. Due faretti da muratore, polistirolo, pannelli diffusori fatti con la carta da forno e un paio di scale. Un investimento di poche decine di euro, con la necessaria connivenza di un locale in città che ospitasse l'evento. L'idea non si limitava solo a scattare delle foto. non avrebbe attirato l'attenzione non potersi vedere. Una volta scattate le foto, con l'aiuto di un computer portatile si è deciso di proiettare a rotazione tutti gli scatti.
Così è nato "Amici dei Figli di Gilles: ritratti al naturale e all'olio d'oliva".
Solo dopo aver scattato la prima session di foto ci siamo resi conto che la cosa funzionava davvero: i nostri soggetti improvvisati aspettavano di vedersi su un telo bianco tutto spiegazzato.
La selezione delle foto migliori è disponibili nel mio photoalbum, nella cartella "DiNoiTre-Ritratti al naturale".
Un ringraziamento alla gestione del circolo "Di Noi Tre" di via Plana, ma sopratutto ai figli di Gilles, a Nicola e a Susanna.
Ecco la classica "foto di gruppo", con tutti gli autori dell'evento.

Il buon Dio ha fatto apparire un'altra nuova cartella nel photalbum. Contiene tutti i lavori fatti in occasione del corso di fotografia che ho iniziato già da più di un mese. Che dire: è il primo corso di foto al quale partecipo, e mi sta insegnando parecchio. L'insegnante, Maurizio, è geniale, già solo perchè ha passato la vita a fare foto. Anche quando, all'inizio, l'unico modo per fare ciò che gli piaceva era imbarcarsi sulle navi da crociera a scattare foto ricordo a ricchi papponi davanti alla sfinge o alla muraglia cinese. Tutto questo per sette anni, se non sbaglio.
Mi sto anche affezionando ai miei compagni. Anche se, se non fosse stato per gli argomenti trattati, alle prime lezioni mi sembrava di andare a quelle rioniuni per alcolisti anonimi che si vedono nei film. Sale asettiche, con luci al neon e vecchi computer ammassati sulle scrivanie, e una decina di persone che non conoscono neppure il nome di quello che gli sta vicino, ma che sono lì per lo stesso identico motivo.
Poi, per fortuna, si passa a parlare di tempi e diaframmi.


